Alfano, Bersani e Casini sono contro l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti
Da un paio di settimane quasi tutti i media stanno parlando degli “scandalosi” rimborsi elettorali ai partiti. Non bastasse ciò, i partiti iniziano a tremare per la cosiddetta antipolitica. Il Movimento 5 Stelle è al 7,1% nel sondaggio SWG. Il partito di Beppe Grillo è diventato il terzo partito italiano grazie al crollo della Lega.
La cosa inizia a farsi seria. Lo si capisce dagli attacchi ricevuti dal comico genovese nelle ultime ore. Il M5S inizia a far paura. PD, PDL e UDC temono un crollo alle prossime elezioni. Non farà certo guadagnare voti la presa di posizione sui rimborsi elettorali da parte di Alfano, Bersani e Casini. Il trio delle “meraviglie” sostiene che “l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti sarebbe un errore drammatico che metterebbe la politica nelle mani delle lobbies”. Ma a chi vogliono prendere in giro? Le lobbies sono loro.
E’ una falsità dire che senza rimborsi solo i ricchi faranno politica. Il motivo? Adesso ci sono disoccupati in Parlamento? Basta guardare quanti avvocati ci sono alla Camera e al Senato per capire che la loro tesi è una cazzata. Questi politicanti pensano che la legge sulla trasparenza e il controllo dei bilanci dei partiti accontenti gli italiani. L’ABC ha dichiarato “Il finanziamento pubblico dei partiti presuppone regole certe che garantiscano la trasparenza e il controllo dei bilanci. Questa è la strada e bisogna intervenire rapidamente. La cancellazione totale dei finanziamenti pubblici punirebbe tutti allo stesso modo”.
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