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14 gennaio 2015

Si è dimesso Giorgio Napolitano, il peggior presidente della storia

Giorgio Napolitano si è dimessoBandiera ammainata al Quirinale nel giorno dell’addio di Giorgio Napolitano, che dopo 9 anni si dimette da presidente della Repubblica. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha letto in Aula la lettera con cui il presidente ha comunicato le sue dimissioni. Un lungo applauso ha salutato l’annuncio. I deputati del M5S non hanno applaudito, così come molti esponenti di Forza Italia. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha pertanto assunto temporaneamente le funzioni di capo dello Stato, ai sensi del I comma dell’ART. 86 della Costituzione.

Dal 2006 al mandato bis, attraversando una delle crisi economiche più dure per il Paese, l’undicesimo capo dello Stato, ha trascorso quasi 9 anni al Quirinale. Il secondo mandato, prima volta nella storia della Repubblica, per Napolitano è arrivato a 88 anni. Cinque i governi durante i suoi quasi nove anni al Quirinale di Napolitano: il secondo esecutivo di Romano Prodi, il Berlusconi IV, Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi. Molte, e spesso feroci, le critiche a Napolitano per la sua firma posta in calce ad alcune leggi ad personam del governo del Cavaliere. Dal Lodo Alfano dell’estate 2008, che sospendeva i processi delle maggiori cariche dello Stato, al legittimo impedimento(aprile 2010), lo scudo per premier e ministri utile a rimandare le udienze penali. Tutte leggi poi bocciate dalla Consulta perché incostituzionali. Sotto Napolitano è passata anche la riforma delle pensioni di Elsa Fornero, quella che ha creato gli esodati.

Nel 2008, l’ex presidente se ne andava in vacanza a Capri mentre Napoli era sommersa dai rifiuti. Napolitano verrà ricordato come il peggior presidente della storia della Repubblica, quello che faceva contenti tutti tranne il popolo. Cinque i senatori a vita nominati: il direttore d’orchestra Claudio Abbado, la studiosa delle staminali Elena Cattaneo, l’architetto Renzo Piano, il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia. E, prima di loro, Mario Monti incaricato di formare il governo dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Le elezioni per il nuovo presidente della Repubblica cominceranno il 29 gennaio 2015 alle ore 15. I 1.009 grandi elettori parlamentari e delegati regionali voteranno a scrutinio segreto. Nelle prime tre votazioni è richiesta la maggioranza dei due terzi(672 voti) per eleggere il capo dello Stato, dalla quarta e sufficiente la maggioranza assoluta(505 voti).

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