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20 giugno 2016

Onu: Nel mondo 65,3 milioni di rifugiati

RifugiatiNel 2015 si registra il 9,7% in più di persone in fuga da guerre e violenze. Questo è quanto emerge dal rapporto annuale “Global Trends” pubblicato oggi dall’Agenzia Onu per i Rifugiati(Unhcr) per la Giornata mondiale dei rifugiati65,3 milioni di persone costrette alla fuga nel 2015, rispetto ai 59,5 milioni di un anno prima. Per la prima volta viene superata la soglia dei 60 milioni di persone. E’ record storico.

Il totale di 65,3 milioni comprende 3,2 milioni di persone che erano in attesa di decisione sulla loro richiesta d’asilo in paesi industrializzati a fine 2015(il più alto totale mai registrato dall’Unhcr), 21,3 milioni di rifugiati nel mondo(1,8 milioni in più rispetto al 2014 e il dato più alto dall’inizio degli anni novanta), e 40,8 milioni di persone costrette a fuggire dalla propria casa ma che si trovavano ancora all’interno dei confini del loro paese(il numero più alto mai registrato, in aumento di 2,6 milioni rispetto al 2014). A livello globale, con una popolazione mondiale di 7,349 miliardi di persone, questi numeri significano che 1 persona su 113 è oggi un richiedente asilo, sfollato interno o rifugiato. I bambini rappresentano il 51% dei rifugiati del mondo nel 2015.

La Siria con 4,9 milioni di rifugiati, l’Afghanistan con 2,7 milioni e la Somalia con 1,1 milioni rappresentano da soli oltre la metà dei rifugiati sotto mandato Unhcr nel mondo. Allo stesso tempo, la Colombia, con 6,9 milioni, è il paese con il più alto numero di sfollati interni, seguita dalla Siria, con 6,6 milioni, e l’Iraq, con 4,4 milioni. Lo Yemen è il paese che ha dato origine al maggior numero di nuovi sfollati interni nel 2015: 2,5 milioni di persone, il 9% della sua popolazione. Ban Kimoon, segretario dell’Onu, ha dichiarato: “65,3 milioni di persone nel mondo sono state costrette ad abbandonare le loro case. Si tratta di un livello senza precedenti. E’ ora di fare il punto sull’impatto di guerre e persecuzioni. Il vertice Onu del prossimo 19 settembre sarà un’occasione storica per concordare un patto globale e un impegno a un’azione collettiva”.

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