Recensione DOOM Eternal: Il capolavoro degli sparatutto

Leggi la nostra recensione di DOOM Eternal: analisi del gameplay, comparto tecnico, colonna sonora e verdetto sul capolavoro FPS firmato id Software.

DOOM EternalNel 2016, id Software ha compiuto un piccolo miracolo riportando in vita DOOM con un reboot brillante e viscerale. Con DOOM Eternal, lo studio texano si è posto un obiettivo ancora più ambizioso: non limitarsi a replicare quella formula vincente, ma espanderla, velocizzarla e trasformarla in uno degli sparatutto in prima persona (FPS) più tecnici e appaganti della storia del gaming.

Il loop di combattimento: Una danza macabra e tattica

Il cuore pulsante di DOOM Eternal è il suo gameplay. Dimenticatevi i soliti FPS in cui ci si ripara dietro gli ostacoli per recuperare la salute: in Eternal la difesa coincide esattamente con l’attacco. Il gioco costringe a una costante gestione delle risorse durante le battaglie più frenetiche:

  • Glory Kill (Esecuzioni): stordire un nemico e finirlo a mani nude o con la lama da polso rilascia medikit per curarsi.

  • La Motosega: tagliare in due un demone garantisce un’esplosione di munizioni.

  • Il Lanciafiamme (Gettagrifo): dare fuoco ai mostri fa sì che rilascino frammenti di armatura colpendoli.

Questa dinamica trasforma ogni arena di combattimento in una sorta di “scacco matto a 300 km/h”. Bisogna identificare la minaccia prioritaria, sfruttare le debolezze specifiche dei nemici (distruggere i cannoni del Mancubus, congelare i Whiplash, usare la granata nel corpo del Cacodemon) e bilanciare continuamente salute, armatura e proiettili.

Mobilita e level design

Ad arricchire il movimento arrivano opzioni di mobilità inedite: il doppio dash aereo, la possibilità di arrampicarsi su determinate pareti e il gancio da macellaio collegato al doppietta. Le arene non sono più semplici stanze pianeggianti, ma strutture verticali complesse pensate per far scivolare e saltare il giocatore da un punto all’altro senza un attimo di tregua.

I livelli sono intervallati da vere e proprie sezioni platform e puzzle ambientali. Sebbene spezzino il ritmo della carneficina — cosa che ha fatto discutere una parte della community — servono come necessario momento di decompressione prima del successivo bagno di sangue. Non mi hanno convinto i continui salti tra piattaforme fluttuanti: davvero snervante in alcuni casi.

Narrativa e contenuti extra

A differenza dei capitoli storici, DOOM Eternal cerca di costruire una lore più profonda attorno alla figura dello Slayer e all’universo di gioco. Sebbene la storia principale rimanga un pretesto per macellare demoni, chi vuole approfondire troverà decine di codici da leggere. Inoltre, l’hub centrale (la Fortezza del Destino) offre segreti, potenziamenti, minigiochi e collezionabili da sbloccare.

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