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8 ottobre 2014

Si può tagliare il debito pubblico?

Si può tagliare il debito pubblico?L’Italia non cresce ormai da anni, in compenso aumenta il debito pubblico. A luglio 2014(ultimo dato disponibile) siamo arrivati alla cifra record di 2.168,6 miliardi di euro. Il debito pubblico è la somma dei deficit, ossia delle disparità(disavanzi) che si creano nei singoli anni fra entrate e uscite.

La spesa pubblica è cresciuta più del PIL e del gettito fiscale, questo ha contributo a generare il debito pubblico italiano. Quindi tutto colpa della spesa pubblica? Da una ricerca del “Centro Nuovo Modello di Sviluppo” si evince che il vero problema dell’Italia sono gli interessi sul debito pubblico. Ogni anno l’Italia deve impegnare circa il 5% del PIL per far fronte alla spesa per interessi. Tanto per fare un esempio, nel 2013 abbiamo avuto un avanzo primario di 34,7 miliardi ma gli interessi sul debito(82,04 miliardi) ci hanno provocato un deficit di 47,34 miliardi. Dal 2010 al 2013, l’Italia ha speso 318 miliardi di euro per pagare gli interessi sul proprio debito pubblico. Una domanda sorge spontanea: si può tagliare il debito pubblico?

La risposta è si. Ci sono due modi: tagliando la spesa pubblica o crescendo al ritmo del 2% ogni anno. La prima ipotesi non la prendo in considerazione(sarebbe macelleria sociale), mentre l’altra è pura utopia con l’euro. Il motivo? Dal 2002 al 2013 la crescita economica è stata di 242,5 miliardi di euro. Poco cosa. Nel 2013 il PIL ai prezzi di mercato è stato pari a 1.560.024 milioni di euro corrente, con una riduzione dello 0,4% rispetto all’anno precedente. In volume il PIL è diminuito dell’1,9%. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che nel 2014 il PIL italiano calerà dello 0,2% e tornerà positivo solo nel 2015 con +0,8%. C’è un’altra soluzione? L’imprenditore Ernesto Preatoni propone di uscire dall’euro per far crescere l’inflazione e svalutare il debito in lire.

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