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3 febbraio 2015

La fuffa di Renzi sul taglio delle pensioni d’oro

Matteo RenziMatteo Renzi è solo fuffa? Questa è la domanda che alcune persone si fanno continuamente. Il premier italiano riesce a sparare baggianate a raffica ogni volta che apre bocca ma nessun vassallo(ops giornalista) osa contraddirlo. A smascherarlo ci provano quelli del giornalismo d’inchiesta come “Presa Diretta”. Nella puntata del primo febbraio 2015 Riccardo Iacona e la sua “squadra” hanno parlato del problema pensioni.

Tra un’inchiesta e l’altra è comparso anche il bel visino di Renzi. “Questo è un Paese in cui circa 450 mila persone ricevono una pensione superiore a 3.500 euro netti al mese perché hanno avuto una pensione retributiva e non contributiva. Un contributo straordinario sulle pensioni d’oro per recuperare 12 miliardi di euro”. E’ quello che disse il fuffatore automatico nella puntata di “Porta a Porta” del 3 dicembre 2013. All’epoca, Renzi era in piena campagna elettorale per le primarie della segreteria del Partito Democratico. Il 9 settembre 2014 ritorna da Bruno Vespa per rimangiarsi tutto e mandare a quel paese la spending review di Carlo Cottarelli(ripresa in seguito da Tito Boeri). Nello specifico, il premier dichiarò: “Credo che suscitare il panico nel mondo pensionistico per ottenere 100 milioni di euro sia un errore”. Ogni commento sarebbe superfluo. Le pensioni d’oro sono uno dei problemi più gravi di questo Paese.

Il programma “Presa Diretta” ha dimostrato chiaramente che i pensionati ricchi vengono “mantenuti” grazie al popolo delle Partite IVA. Il taglio delle pensioni d’oro serve anche per mettere in ordine il bilancio dell’Inps. Nel 2012, con il decreto Salva Italia del governo Monti, Inpdap e Enpals vengono accorpate all’Inps. L’Inpdap scarica sul bilancio della SuperInps ben 10,2 miliardi di euro di disavanzo patrimoniale e quasi 5,8 miliardi di euro di passivo per l’esercizio 2012. La nuova Inps chiude il bilancio 2012 con una perdita di 9,7 miliardi euro. Nel 2013 il disavanzo sale a 11 miliardi di euro, mentre le previsioni per il 2014 parlano di una perdita di 8 miliardi di euro. Sono circa 30 miliardi di perdita negli ultimi 3 anni. C’è un vero e proprio buco: entrano 211 miliardi di contributi ed escono 269 miliardi per pagare le pensioni. L’INPS sarebbe già fallita se fosse un’impresa.

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