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21 maggio 2015

Ocse: 1% italiani ha il 14,3% ricchezza

1% italiani ha il 14,3% ricchezzaL’1% più ricco della popolazione possiede il 14,3% della ricchezza nazionale netta, il triplo rispetto al 40% più povero, che detiene solo il 4,9%. Così il rapporto Ocse sulle diseguaglianze. La crisi ha inoltre accentuato le differenze, dato che la perdita di reddito disponibile tra il 2007 e il 2011 è stata ben più elevata(-4%) per il 10% più povero della popolazione rispetto al 10% più ricco(-1%).

La ricchezza in Italia è distribuita in modo disomogeneo: il 20% più ricco detiene infatti il 61,6% della ricchezza, e il 20% appena al di sotto il 20,9%. Il restante 60% si deve accontentare del 17,4% della ricchezza nazionale, con appena lo 0,4% per il 20% più povero. I bambini sono il gruppo di età con la più alta incidenza di povertà(17% contro una media Ocse del 13%). Dal 1990, la crescita occupazionale è stata generata per lo più dai lavori atipici: l’aumento del 26,4% del tasso di occupazione tra il 1995 e il 2007 è costituito da lavoro autonomo, contratti a termine e part time.

Il tasso di povertà delle famiglie di lavoratori atipici è al 26,6%, quello delle famiglie di lavoratori stabili è al 5,4%. Per le famiglie di disoccupati il tasso arriva al 38,6%. Sempre dal rapporto Ocse emerge che l’Italia è il Paese Ocse con la minor percentuale di famiglie indebitate, il 25,2%, davanti a Slovacchia(26,8%), Austria(35,6%) e Grecia(36,6%), e ben lontana dai livelli delle altre due grandi economie dell’eurozona, Francia(46,8%) e Germania(47,4%), della Gran Bretagna(50,3%) e degli Stati Uniti(75,2%).

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