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20 aprile 2016

Italia al 77esimo posto per libertà di stampa

2016 World Press Freedom IndexPeggiora la posizione dell’Italia nella classifica 2016 di “Reporters sans frontières”(RSF) sulla libertà di stampa. Il nostro Paese perde 4 posti rispetto al 2015 e scivola al 77esimo posto sui 180 dell’Indice. In parole povere, significa che sulla cartina non siamo più gialli, ma arancioni. Basta dire che siamo tra la Moldavia e il Benin per capire la situazione drammatica del giornalismo in Italia.

Fra i motivi che, secondo l’organizzazione con base in Francia, pesano sul peggioramento dell’Italia, il fatto che fra i 30 e i 50 giornalisti sarebbero sotto protezione della polizia per minacce di morte o intimidazioni. Citati anche procedimenti giudiziari per i giornalisti che hanno scritto sullo scandalo Vatileaks. Ma non sono solo mafiosi, politici e prelati a far perdere posizioni all’Italia nella classifica per la libertà di stampa, molte colpe ce l’hanno gli stessi giornalisti: la loro onestà intellettuale è ai minimi storici, senza contare che alcuni si autocensurano per non avere problemi e “leccano” il potente di turno. Sbaglierò certo io, ma qualcosa mi dice che se fossimo appena più avanti in quella classifica, forse Matteo Renzi non godrebbe del consenso di cui gode. Chi guida la classifica per libertà di stampa? Al primo posto c’è la Finlandia. Per il paese nordico si tratta di una conferma. Sul podio finiscono Olanda e Norvegia. In fondo, anche qui senza sorprese, Turkmenistan, Corea del Nord e l’Eritrea.

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