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12 febbraio 2015

Italia al 73esimo posto per libertà di stampa

2015 World Press Freedom IndexPeggiora la posizione dell’Italia nella classifica 2015 di “Reporters sans frontières”(RSF) sulla libertà di stampa. Il nostro Paese perde 24 posti rispetto al 2014 e scivola al 73esimo posto sui 180 dell’Indice. In parole povere, significa che sulla cartina non siamo più gialli, ma arancioni.

Basta dire che siamo tra la Moldavia e il Nicaragua per capire la situazione drammatica del giornalismo in Italia. “Dopo un anno difficile per i giornalisti, per cui le minacce da parte della mafia, tra gli altri, e le cause per diffamazione ingiustificate sono molto aumentate”. E’ quello che dice l’organizzazione non governativa francese nella presentazione dello studio. Un totale di 43 casi di aggressione fisica e 7 casi di attacchi incendiari sulle case e automobili di giornalisti sono stati segnalati nel corso dei primi 10 mesi del 2014. Le cause per diffamazione ingiustificate sono passate da 84 del 2013 a 129 dei primi 10 mesi del 2014.

Ma non sono solo mafiosi e politici a far perdere posizioni all’Italia nella classifica per la libertà di stampa, molte colpe ce l’hanno gli stessi giornalisti: la loro onestà intellettuale è ai minimi storici, senza contare che alcuni si autocensurano per non avere problemi e “leccano” il potente di turno. Sbaglierò certo io, ma qualcosa mi dice che se fossimo appena più avanti in quella classifica, forse Matteo Renzi non godrebbe del consenso di cui gode. Chi guida la classifica per libertà di stampa? Al primo posto c’è la Finlandia. Per il paese nordico si tratta di una conferma. Sul podio finiscono Norvegia e Svezia. In fondo, anche qui senza sorprese, Turkmenistan, Corea del Nord e l’Eritrea.

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