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16 novembre 2016

Renzi ha dichiarato guerra all’UE?

Matteo Renzi“Oggi, come annunciato, abbiamo messo il 1° veto nella discussione sul bilancio a Bruxelles”. Questo è quello che ha detto ieri(15 novembre) il premier Matteo Renzi alla cerimonia di inaugurazione della “Torre biologica Ferdinando Latteri” dell’Università di Catania. Il segretario del Partito Democratico ha aggiunto: “Inaccettabile che con i nostri soldi si alzino i muri”.

L’Italia ha posto il veto sulla proposta slovacca di revisione a medio termine del bilancio pluriennale dell’Unione Europea. Il motivo? Non ci sono abbastanza risorse per disoccupati e emergenza migranti. Il sottosegretario Sandro Gozi ha detto: “Siamo molto stanchi di una Europa che è piccola con le cose grandi e grande con le cose piccole. Se la UE non cambia, siamo di fronte all’inizio della disintegrazione”. La ribellione dei renziani ha prodotto qualche risultato? Ivan Korcok, ministro degli Esteri e degli Affari Europei della Slovacchia, ha dichiarato: “Abbiamo raggiunto un ampio consenso sulla revisione del bilancio pluriennale della UE. Pur rispettando la riserva espressa dall’Italia, che ha bisogno di più tempo per unirsi al consenso, e l’astensione del Regno Unito, ho deciso che presenterò l’accordo al Parlamento europeo”.

Capito? Non frega nulla ai slovacchi del veto dell’Italia. I renziani hanno fatto questa sceneggiata per ottenere altra flessibilità dall’UE e per recuperare consensi tra gli anti-europeisti in vista del referendum costituzionale. Ma mica siamo tutti fessi. Renzi poteva fare qualcosa all’inizio del 2016 bloccando l’accordo UE-Turchia sulla chiusura della rotta dei Balcani. Tutti sapevano che l’entrata in vigore di quell’accordo avrebbe fatto crescere gli sbarchi dei migranti in Italia, ma Renzi ha preferito “buttare” 300 milioni di euro piuttosto che fare un dispetto ad Angela Merkel. Il veto sul bilancio UE è solo finzione, visto che c’è tempo fino alla fine di dicembre per l’intesa definitiva. Solo i fessi credono ancora alle fuffate di Renzi.

L’Italia, insieme ad altri 5 Paesi dell’Eurozona, è a rischio di non rispetto degli obiettivi per il 2017 del Patto di stabilità e crescita. Oggi però è arrivata una mezza apertura dall’UE. Pierre Moscovici, commissario UE agli Affari economici, ha dichiarato: “Per l’Italia un’ampia parte della deviazione è legata ai costi associati al terremoto, all’attività sismica del paese, molto grave quest’anno, e alla gestione dei flussi migratori. Ne terremo conto”. Ma la vera battaglia è sulla revisione del Trattato di Dublino. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha dichiarato: “L’Italia ha obiezioni e riserve e considera l’impostazione attuale insoddisfacente poiché apre ad una flessibilità sugli impegni sull’immigrazione non accettabile, mentre carica molti oneri sui paesi di prima accoglienza. Se non verrà corretta voteremo contro”.

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