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5 dicembre 2016

La sconfitta di Matteo Renzi

Matteo RenziLa netta vittoria del No al Referendum Costituzionale ha provocato un terremoto politico in Italia. Il premier Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni: “Il popolo italiano ha parlato in modo inequivocabile e netto. Il No ha vinto e mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta. L’esperienza del mio governo finisce qui”.

Una sconfitta clamorosa quella di Renzi e dei suoi seguaci. Nessuno aveva immaginato una vittoria del No con ampio margine. Il ha avuto la meglio all’Estero(64,70%) e in tre Regioni: Trentino Alto Adige(53,87%), Toscana(52,51%) e Emilia Romagna(50,39%). Al Sud ha stravinto il No con ampio margine. In Campania, regione governata dal discusso Vincenzo De Luca, il Sì ha racimolato solo il 31,48%. La vera batosta per i “riformisti” è arrivata dalla Sardegna, dove solo il 27,78% degli elettori ha messo la X sul Sì. Nei principali capoluoghi il Sì ha vinto solo a Firenze(56,29%), Bologna(52,23%), Milano(51,13%), Perugia(50,97%). A Napoli i riformisti renziani hanno ricevuto un’altra bastonatura dopo quella delle comunali di giugno: nel capoluogo campano il No ha vinto con il 68,28%. Perché Matteo Renzi ha perso?

Il premier e i suoi seguaci hanno fatto degli errori madornali in campagna elettorale. Si è partiti con lo spot per il Sì che sembrava quasi una scenetta da film comico. I renziani credono davvero che gli italiani siano tutti deficienti? Un’altra zappa sui piedi è stata la “storiella” dei presunti 500 milioni che si sarebbero risparmiati con la riforma Boschi. La cifra non era veritiera, nonostante ciò il premier prometteva soldi a destra e a manca. Ma non è stato solo questo a far perdere credibilità a Renzi. Lo scorso giugno, durante la visita alla Getra Power SpA di Marcianise, il nostro premier ha promesso un lavoro per tutti, una cosa irrealizzabile nel mondo reale. Dopo l’estate è partita l’offensiva con l’invasione delle TV. Renzi e i suoi seguaci erano ospiti in ogni programma televisivo per promuovere le ragioni del Sì. Peccato che ogni volta menzionavano in modo trionfalistico i “presunti” successi del governo, come se fosse riuscito a raddoppiare il PIL e a dimezzare la disoccupazione, fatto ben lontano dalla realtà.

Nella serie TV “The Young Pope” il giovane Papa(Jude Law) minaccia il premier italiano(Stefano Accorsi) di fare “evaporare” il suo 41% con il Non expedit, una disposizione della Santa Sede con la quale il pontefice può dichiarare inaccettabile per i cattolici italiani partecipare alle elezioni politiche italiane. Non ci è voluto questo per far “evaporare” il consenso di Renzi, ha fatto tutto da solo il nostro ex premier. L’autolesionismo del fuffatore toscano ha toccato l’apice nell’ultima settimana di campagna elettorale, quando il segretario del Partito Democratico ha mostrato una scheda del Senato inesistente. Da quel momento Matteo Renzi è diventato la bufala fatta persona. Con la vittoria del No e le dimissioni del premeir finisce l’era del fuffantesimo. Speriamo ora che il prossimo premier sia qualcuno che parli pochi e faccia fatti nell’interesse di tutti.

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