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30 novembre 2016

La bufala di Renzi sull’elezione dei senatori

Matteo Renzi“I cittadini sceglieranno i propri senatori. Voteranno in modo esplicito su una scheda con il nome e cognome del senatore che vogliono mandare a Roma. Il senatore non conterà più come prima, non avrà lo stipendio”. Questo è quello che ha detto il premier Matteo Renzi durante la diretta di “Matteo Risponde”, la videochat con domande rigorosamente filtrate dal suo staff.

Il segretario del Partito Democratico si conferma la bufala fatta persona. Ma andiamo con ordine. Il nuovo Senato della riforma Boschi prevede 100 senatori così suddivisi: 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 senatori nominati dal capo dello Stato per 7 anni. La riforma prevede che l’indennità non venga corrisposta ai senatori, ma solo ai membri della Camera. Questo significa che i deputati continueranno a prendere 13.624 euro al mese anche in caso di vittoria del Sì al referendum. Una domanda sorge spontanea: i senatori non riceveranno un euro? Falso. Nella disponibilità dei senatori resteranno altre forme di rimborso: diaria(3.500 euro mensili), rimborso forfetario delle spese generali(1.650 euro ogni mese), rimborso delle spese per l’esercizio di mandato(2.090 euro al mese) e facilitazioni di trasporto. Facendo un rapido calcolo viene fuori che ogni senatore potrà guadagnare fino a 7.240 euro al mese. A questa cifra bisogna aggiungere l’indennità alla carica per cui è stato eletto, cioè Sindaco o consigliere regionale. Una domanda sorge spontanea: come verranno eletti i senatori? L’art. 58 della Costituzione stabilisce che i senatori sono eletti a suffragio universale tra gli over 25. La Riforma Boschi abroga questo articolo. Cosa significa? Viene abolita l’elezione a suffragio universale dei senatori. La scelta dei nuovi senatori è quindi definita dal nuovo art.57:

Il Senato della Repubblica è composto da 95 senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da 5 senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica. I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori fra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, fra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori. Con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i consiglieri e i sindaci. I seggi sono attribuiti in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio. La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge.

Con il nuovo art.57 i futuri senatori sono rappresentativi delle istituzioni territoriali, non direttamente degli elettori di quei territori. Per quanto riguarda la scelta di quali consiglieri regionali saranno anche senatori, si rimanda a una futura legge ordinaria. Capito? Si riforma prima la Costituzione e poi si sceglie il modo di eleggere i senatori. E’ come se uno va acquistare un auto incidentata con la promessa da parte del venditore di ripararla una volta ricevuti i soldi. Al momento almeno 26 senatori su 100(quindi oltre un quarto) saranno scelti senza che i cittadini abbiano voce in capitolo. Si tratta dei 21 sindaci scelti dai consiglieri regionali senza bisogno di alcuna “conformità con le scelte degli elettori” e dei 5 nominati dal Capo dello Stato. Senza la legge ordinaria anche i 74 consiglieri regionali saranno scelti dai politicanti. Non fatevi ingannare dal quesito referendario, leggete la riforma Costituzionale a questo link.

La bufala di Matteo Renzi sull’elezione dei senatori

Pubblicato da Maxso Magazine su Mercoledì 30 novembre 2016

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