Dove vanno le scorie nucleari francesi?
Da un po' di tempo in Italia si sta discutendo dell’accordo fatto con i francesi per il ritorno alla produzione dell’energia nucleare.
Il governo del fare si è messo subito a lavoro per individuare i siti che ospiteranno le centrali nucleari e il deposito nazionale delle scorie nucleari. Il problema principale è che la maggioranza delle Regioni è contraria ad ospitare sul proprio suolo una centrale.
Nonostante ciò, i politicanti vanno avanti con il loro programma fregandosene di ciò che vuole la popolazione. Detto questo veniamo al tema del post. Gli “affaristi” italiani quando parlano del nucleare tirano sempre in ballo i “cugini” francesi. Ma dove vanno le scorie prodotte dalle centrali nucleari francesi?
L’altro giorno nella stazione di Valenton, sud-est di Parigi, dieci attivisti di Greenpeace si sono incatenati ai vagoni di un treno carico di scorie nucleari destinate alla Russia. Con questa mossa, l’associazione ambientalista ha voluto dimostrare la mancanza totale di trasparenza e l’incapacità nella gestione di rifiuti inquinanti. Per questo motivo, Greenpeace chiede una moratoria sulle esportazioni di rifiuti nucleari.
A questo punto, una domanda sorge spontanea. Dove manderemo le scorie nucleari prodotte in Italia? Nel Mezzogiorno?
Credits: Greenpeace.
Il problema principale in realtà non è che le regioni non vogliano oapitare le centrali,ma è che la volontà popolare si è già espressa con un referendum che ha bocciato il nucleare.La gravità dell'azione di governo consisite proprio nel fregarsene della democrazia e della volontà del popolo.Il fatto che le regioni non vogliano ospitare una centrale è un po' come chiedere ad uno che non ha la patente se vuole una macchina nuova.Certo,sussiste il problema degli scarti,ma l'idiozia governativa consiste soprattutto nel fatto che le centrali nucleari sono sempre utilizzatrici di fonti esauribili e non rinnovabili,mentre nei mesi scorsi Scajola si è fatto fare marchettoni colossali al TG1 per promuovere le centrali di quarta generazione,dicendo che sono sicure,che sono ecologiche,che producono poche scorie...Non mi sembra il caso di preoccuparsi su chi voglia ospitare queste piccole fabbriche di morte o le loro "poche scorie",tanto il sopruso alla democrazia è già stato servito agli italiani.Molte nazioni europee hanno recepito che il nucleare non è la fonte energetica del futuro,hanno capito che grandi quantità di energia prodotta non sono sinonimo di evoluzione,grazie all'Italia da oggi il nucleare è anche il simbolo dell'arroganza dei governi che proteggono gli interessi delle multinazionali e sacrificano la vita dei propri cittadini in nome del dio danaro.Ma state pur certi che vinceranno loro,purtroppo.
RispondiEliminaNon è solo con il nucleare che il governo Berlusconi ha calpestato la democrazia. Durante l'emergenza rifiuti in Campania, l'ometto di Arcore fregandonsene della gente e delle comunità locale ha fatto "buchi" ovunque. Per non parlare poi del termovalizzatore di Acerra. Ritornando alla faccenda del nucleare, credo che ci sarà molto da discutere. Mah, non credo che vinceranno tanto facilmente...
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