Il federalismo farà aumentare l’Irpef
La settimana scorsa, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale di regioni e province e sui costi standard per la sanità.
Le regioni che hanno i conti in rosso dovranno aumentare l’Irpef per mettersi in regola. L’aumento sarà dell’1,4% nel 2013, dell’1,8% nel 2014 e del 3% nel 2015. L’aumento non riguarderà i dipendenti e pensionati.
Il Federalismo premierà le regioni più virtuose, mentre le regioni più in difficoltà(quasi tutte al Sud) dovranno pagare dazio. La situazione più drammatica si registra in Campania e in Calabria. In queste regioni, chi ha un reddito di 60 mila euro pagherà 1.020 euro di Irpef all’anno. Nel 2015 la cifra potrebbe arrivare a 1.800 euro. Per una dichiarazione da 45 mila euro, si potrà passare da 405 a 1.350 euro l’anno.
Il leghista Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione, ha dichiarato “Con questo decreto le tasse diminuiranno”. Non la pensa così Francesco Boccia. Il coordinatore delle commissioni economiche del PD alla camera sostiene che le tasse in più saranno sicure.
L’unica cosa certa è che il Federalismo avvantaggerà le imprese delle regioni virtuose. Da 2014 sarà possibile limare l’Irap(oggi al 3,9%) fino ad azzerarla. Per la cronaca, ogni punto di aliquota vale 10 mila euro di tasse per ogni milione di base imponibile. Le regioni in difficoltà saranno costretti ad aumentare l’Irap fino al 4,97%. Tradotto, significa che queste regioni saranno poco appetibili per le imprese. Povero Sud…
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