Armeni: Questa è una riforma per licenziare

La riforma del lavoro della Fornero fa molto discutere. Secondo la giornalista è una riforma per licenziare.

Ritanna ArmeniIeri(20 marzo) il governo Monti ha presentato la riforma del mercato lavoro. L’incontro finale si terrà domani(22 marzo). Intanto il governo lavora alle rifiniture, dopo aver incassato il consenso di massima di CISL, UIL e della Confindustria e il no della CGIL. Di questo e altro si è parlato ad “Agorà”. Ospiti in studio Fabrizio Barca(ministro per la Coesione Territoriale), Mariastella Gelmini(PDL), Giovanna Melandri(PD), Giorgio Guerrini(presidente di Confartigianato) e la giornalista Ritanna Armeni. Quest’ultima ha detto alcune cose interessanti.

Andrea Vianello ha posto un quesito interessante su il non reintegro nel caso di licenziamento per motivi economici. Che succede se si scopre che l’azienda non aveva difficoltà economiche? Il ministro Barca ha preferito non rispondere parlando di altro. Il presidente di Confartigianato Guerrini fa capire che questa riforma non serve alle aziende. Il vero problema è il costo del lavoro. Poi interviene la Armeni. La giornalista ha detto “Questa è una riforma per licenziare. Non è solo l’art.18, ma tutto l’insieme. Questo è un Paese che non cresce. E’ in recessione. Un governo dovrebbe pensare alla crescita in questa fase, non a regolamentare i licenziamenti”.

A questo punto la Armeni tira fuori uno dei punti oscuri della riforma Fornero: l’apprendistato. La giornalista ha dichiarato “Tutta quella foresta di contratti dovrebbe essere ridotto ad uno. Non è una cosa da poco, salvo il fatto però che al 30esimo mese si può essere licenziare. Se uno rimane 36 mesi e un giorno viene assunto automaticamente e all’azienda viene anche fornita una detassazione. L’azienda però può licenziare entro il 35esimo mese senza oneri. Quindi rimane la precarietà”. Il discorso poi vira sul licenziamento economico. Chi lo stabilisce? La Armeni fa alcuni esempi. Ne faccio uno anche io. Un’azienda può licenziare i “vecchi” per assumere una sovvenzione(giovane e donne)? La giornalista conclude dicendo “E’ una riforma molto brutta per i lavoratori”.

Dopo una ventina di minuti “sale in cattedra” Mariastella Gelmini. L’ex ministro ha detto “Noi difendiamo una flessibilità positiva rispetto all’abuso. Questa riforma cerca di sanzionare l’abuso. Chiariamo però che non aumenta l’occupazione se non ci sarà la crescita del Paese e se le aziende non accederanno al credito bancario. Non dobbiamo avere attese avveniristiche”. La “pidiellina” ha affermato che la crisi italiana è imputabile alle manifestazioni dei sindacati. Ogni commento sarebbe superfluo.

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