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20 settembre 2014

Moni Ovadia: Articolo 18 attaccato per questioni ideologiche

Moni OvadiaIeri(19 settembre) a “Coffee Break” si è discusso della riforma del lavoro, in particolare dell’abolizione dell’articolo 18. Tra gli ospiti di Tiziana Panella c’era anche Moni Ovadia. Lo scrittore ha attaccato il Fondo Monetario Internazionale e il premier gelataio Matteo Renzi.

Ovadia ha dichiarato: “Il Fondo Monetario Internazionale non è un istituzione neutra come il sesso degli Angeli. L’FMI è guidato da persone che vengono da una precisa ideologia e praticano una politica sulla base della loro formazione iperliberista. Secondo me, le ricette dell’FMI sono la pestilenza che hanno causato quest’ultima crisi”. Lo scrittore ha aggiunto: “Quando la signora Lagarde mi dimostrerà che lei sa vivere con 500 euro al mese, io le darò la credibilità che chiede. Perché è molto facile tagliare gli stipendi degli altri e pontificare sulle vite degli altri. Un uomo degno di questo nome mostra sulla propria vita quello che predica”.

Il Fondo Monetario Internazionale è solo un’ideologia. La politica di austerità che loro predicano è contrastata da altri serissimi economisti come Joseph Stiglitz e Paul Krugman. Quest’ultimo ha detto: ‘Fare austerità in tempo di crisi è da dementi da chiudere in un manicomio con la camicia di forza’”. Questo è l’affondo finale all’FMI di Moni Ovadia. Sull’articolo 18: “La modifica è come se uno arriva in ritardo e porta indietro l’orologio. Fanno queste cose totalmente inutili. L’articolo 18 è attaccato per ragioni ideologiche. E’ il segnale d’assalto per dire che i lavoratori non devono avere più diritti. Questa non è innovazione, ma tornare indietro di 100 anni”.

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