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24 febbraio 2015

La Grecia abdica all’UE

Alexis TsiprasLa Grecia ha presentato all’eurogruppo il piano di riforme per ottenere il prestito che gli consentirà di sopravvivere altri 4 mesi. La cosa buffa è che il governo Tsipras si è impegnato a fare una manovra da 7,5 miliardi di euro per ricevere prestiti da 7,5 miliardi. Per l’Unione Europea la lista di riforme inviata da Atene è sufficientemente completa per essere un valido punto di partenza per la revisione del programma, come chiesto dall’Eurogruppo.

Atene porterà avanti le privatizzazioni già avviate, ma rivedrà quelle non ancora partite. Rivedrà l’IVA, si rafforzeranno concetti di frode ed evasione. 2,3 miliardi di euro verranno recuperati dalla lotta al contrabbando di benzina e sigarette. Tutte le classi, specialmente le benestanti dovranno contribuire equamente. Nello specifico, il governo Tsipras pensa a una patrimoniale per i greci più ricchi e gli oligarchi da 2,5 miliardi, mentre altri 2,5 verrebbero dal recupero crediti rateizzato di tasse arretrate, imprese incluse, per un totale di 5 miliardi di introiti fiscali. La Grecia ridurrà i ministeri da 16 a 10, i consulenti e i benefit di ministri e parlamentari e avvierà una spending review in ogni area della spesa pubblica. La spesa sanitaria, inoltre, subirà ancora dei tagli. In pratica prosegue la politica dell’austerity e la macelleria sociale. La contrattazione con Bruxelles rischia di essere una sconfitta per Alexis Tsipras.

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