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26 giugno 2015

L’attacco globale del terrorismo

Strage TunisiaIl terrorismo torna a far paura con tre attacchi in Francia, Tunisia e Kuwait. Un’auto ha fatto irruzione in un impianto di gas industriale a Saint Quentin-Fallavier, vicino Lione, provocando un’esplosione. Scongiurato il disastro ambientale.

Nel complesso è stato trovato il corpo decapitato di un autotrasportatore, la cui vettura è stata usata per l’assalto. Trovato un drappo islamico accanto al corpo e la testa con scritte in arabo. Il presidente Francois Hollande è rientrato da Bruxelles e ha convocato all’Eliseo il Consiglio di Difesa. Arrestati i due presunti terroristi dell’attacco. Uno dei due era già sotto osservazione da parte dei Servizi tra il 2006 e il 2008. La polizia ha fermato anche la moglie di uno dei due attentatori e ha perquisito l’abitazione. Il ministro francese dell’Interno, Bernard Cazeneuve, ha confermato che l’uomo era già noto per estremismo.

In Tunisia c’è stata una strage in due hotel di un resort turistico a Sousse. Un attentatore è entrato nel complesso con una cintura esplosiva, mentre un complice armato di kalashnikov ha sparato all’impazzata sulla spiaggia. Immediata la reazione delle forze di sicurezza che hanno aperto il fuoco e lo hanno ucciso. Il bilancio è di 28 morti, molti colpiti mentre erano in spiaggia. I feriti sono 36. Tra le vittime ci sono stranieri di nazionalità britannica, tedesca e belga. La Tunisia è in stato di allerta da marzo dopo l’attacco al museo del Bardo di Tunisi. Gli attentatori sono arrivati a bordo di un gommone.

In Kuwait invece è stata attaccata una moschea sciita nel centro di Kuwait City. Il bilancio provvisorio è di 24 morti e una cinquantina di feriti. Il kamikaze si è fatto esplodere nella moschea gremita di fedeli per la preghiera del venerdì. I miliziani dell’Isis hanno rivendicato l’attacco. Il governo ha indetto una riunione di emergenza, mentre il primo ministro ha sottolineato come l’attacco sia un tentativo di minacciare l’unità nazionale. Sugli attentati il premier Matteo Renzi ha detto che “Il Mediterraneo è il cuore delle speranze e delle preoccupazioni dell’Europa”.

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