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16 settembre 2016

È morto Ciampi, l’uomo che ha contribuito al debito pubblico

Carlo Azeglio CiampiE’ morto il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi. Si è spento in una clinica romana, dove era ricoverato da fine agosto. Avrebbe compiuto 96 anni a dicembre prossimo. Nato a Livorno nel 1920 Ciampi è stato il decimo presidente della Repubblica, dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006. Domani al Senato sarà allestita la camera ardente.

Ciampi fu nominato Governatore della Banca d’Italia nel 1979, nel pieno scandalo per il crack di Michele Sindona e per gli arresti dell’allora Governatore Paolo Baffi e del vicedirettore Mario Sarcinelli. Restò alla guida della Banca d’Italia fino al 1993. Nel luglio del 1981 si verificò un evento importante per l’economia dell’Italia, ossia, il cosiddetto “divorzio” tra la nostra Banca Centrale e il Ministero del Tesoro. Da quel momento Banca Italia non era più costretta ad acquistare in asta primaria tutti i titoli che il Tesoro non riusciva a collocare sul mercato finanziario. Da questo divorzio nasce il problema del debito pubblico italiano e la fine del nostro benessere.

Il motivo? Gli interessi sul debito pubblico sono schizzati alle stelle dopo la separazione. Dal 1980 al 2015 il nostro Paese ha dovuto sborsare 2.453 miliardi di euro per pagare gli interessi sul debito pubblico, tutti soldi sottratti ai servizi. Pensateci due volte prima di santificare Ciampi. Nel 1993 venne chiamato dal Presidente Scalfaro a presiedere il governo tecnico di transizione. Fu il primo premier non parlamentare della storia della Repubblica. Restò in carica fino al 1994. Ciampi è stato ministro del Tesoro dall’aprile 1996 al maggio 1999 nei governi Prodi e D’Alema. In questi anni si è adoperato per la riduzione del debito pubblico in vista degli obblighi stabiliti dal Trattato di Maastricht per l’ingresso dell’Italia nella moneta unica europea.

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