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21 ottobre 2016

Le ecoballe di Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca“Con l’avvio dell’operazione di rimozione delle ecoballe in Campania, parte la sfida. E’ l’inizio della soluzione del problema della Terra dei Fuochi. Inizia un’altra storia”. Questo è quello che disse il governatore Vincenzo De Luca lo scorso 30 maggio, giorno in cui partì il primo carico di ecoballe dal sito di Taverna del Re, a Villa Literno(CE).

Con un’ampiezza di circa 130 ettari, Taverna del Re è il più grande sito di stoccaggio provvisorio di rifiuti imballati presenti in Campania. Sono presenti circa 65 mila ecoballe coperte da un telone di cellofan, una città di rifiuti estesa su 3 chilometri quadrati e grande come 366 campi di calcio messi insieme. Nel 2011 il programma “Presa Diretta” dedicò una puntata sulla bomba ambientale scoppiata in Campania. Ma torniamo alle promesse elettorale fatte da De Luca e il premier Matteo Renzi. Il totale delle ecoballe da rimuovere in Campania è pari a circa 6 milioni di tonnellate. Cosa prevede il piano di De Luca? Il bando della Regione ha appaltato 5 lotti su 8 per un totale di 476.794 tonnellate di ecoballe. Poca roba. Come procede il cronoprogramma? Il rapporto, aggiornato al 30 agosto 2106, rivela che in novanta giorni è stato rimosso solamente l’1% delle ecoballe presenti nei 5 lotti appaltati. Su 476.794 tonnellate di rifiuti, circa 4.500.

Se si proseguisse ai ritmi del primo trimestre, la Regione impiegherebbe circa tre anni solo per eliminare le 476.764 tonnellate di immondizia accatastate nei 5 lotti aggiudicati. Da un recente reportage di Fanpage(video) si evince che i lavori a Villa Literno procedono molto a rilento. Secondo i piani della Regione Campania dovevano essere rimosse circa 500 tonnellate di ecoballe al giorno e il 35% dei materiali doveva essere recuperato. In realtà vengono rimosse solo 200 tonnellate di ecoballe al giorno e non viene recuperato nessun materiale. Se il cronoprogramma non verrà rispettato, come sta accadendo, non arriverà il finanziamento del governo Renzi. Ma non finisce qui. La Regione Campania ha fatto dietrofront sul piano di ammodernamento degli impianti STIR che avrebbero dovuto lavorare le ecoballe per recuperarne parte del materiale. Tra l’altro, le ecoballe inviate in Portogallo non hanno potere calorifico adeguato per la termovalorizzazione e finiranno in discarica.

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