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19 novembre 2016

Il lavoro di Renzi? Il 75% delle assunzioni è precario

A termine 75% nuove assunzioni“#JobsAct diventa legge. L’Italia cambia davvero. Questa è #lavoltabuona. E noi andiamo avanti”. Questo è il tweet di Matteo Renzi del 3 dicembre 2014, il giorno dopo l’approvazione definitivamente della riforma del lavoro che ci ha fatto tornare indietro di qualche secolo. Sono stato da subito contrario al Jobs Act, perché toglie diritti ed estende la precarietà a tutti. I dati mi stanno danno ragione.

Le assunzioni a termine, in forte crescita, oltre 2,7 milioni, e le assunzioni stagionali pari a 470 mila unità, rappresentano quasi il 75% dei nuovi rapporti di lavoro. La vendita dei voucher è superiore a 109 milioni, con un incremento rilevante rispetto allo stesso periodo del 2015(+34,6%) e ancora più significativo rispetto allo stesso periodo del 2014(+128%). E’ quanto emerge da uno studio della Fondazione Di Vittorio della Cgil su dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps. Tra i lavoratori dipendenti del settore privato(esclusi domestici e agricoli) i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nei primi 9 mesi del 2016 sono stati 926 mila; inferiori non solo a quelli dello stesso periodo del 2015(-443 mila, pari al -32,3%), ma addirittura anche a quelli del 2014(-65 mila, pari a -6,5%) e del 2013(- 85 mila, pari a -8,4%). Anche le trasformazioni in tempo indeterminato(226 mila) sono in calo sia rispetto al 2015(-118 mila, -34,4%) che al corrispondente periodo del 2014(-39 mila, -14,4%). Il saldo occupazionale complessivo(attivazioni/cessazioni) del tempo indeterminato(incluse le trasformazioni che però riguardano rapporti di lavoro già esistenti) resta attivo(+47 mila) anche se drasticamente ridotto rispetto al 2015(+ 520 mila) e inferiore anche al dato 2014(+ 105 mila).

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