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20 aprile 2017

Dal 2002 ad oggi il debito pubblico italiano è cresciuto di 868 miliardi di euro

Debito pubblico italianoA febbraio 2017 il debito pubblico italiano si è attestato a 2.240,1 miliardi di euro. E’ una cifra alta, poco lontana dal record storico di 2.252,2 miliardi di euro. Gli esponenti del Partito Democratico dicono spesso che il debito è stato ereditato dalla prima Repubblica. E’ vero? Uno studio del 2012 condotto da “Mazziero Research” dice esattamente il contrario. Il 43,5% del debito si è formato nella prima Repubblica; il restante 56,5% è frutto della seconda Repubblica. Le percentuali andrebbero aggiornate, visto che sono passati 5 anni dalla pubblicazione dello studio e nel frattempo il debito pubblico italiano è continuato a crescere.

Cos’è il debito pubblico?

Il debito pubblico è la somma dei deficit, ossia delle disparità(disavanzi) che si creano nei singoli anni fra entrate e uscite. Dal dopoguerra in Italia è cresciuto il prodotto interno lordo, il gettito fiscale e la spesa pubblica. Quest’ultima però è cresciuta più di tutto ed ha generato il debito. Quindi tutto colpa della spesa pubblica? No. Il vero problema sono gli interessi sul debito. Nel 2016 abbiamo avuto un avanzo primario di 25,6 miliardi, ma gli interessi(66,5 miliardi) ci hanno provocato un deficit di 40,9 miliardi. Dal 1980 al 2011 le spese per servizi sono state inferiori al gettito fiscale per 484 miliardi. Ma 2.141 miliardi di interessi ci hanno fatto indebitare all’inverosimile. Capito? Abbiamo ridotto i servizi alla comunità per pagare gli interessi ai finanziatori.


La soluzione non è l’austerity

L’austerity voluta dall’UE non ha portato i risultati sperati, anzi ha aggravato ulteriormente la situazione economica dell’Italia. Dal 2011 ad oggi il debito è cresciuto di 344,5 miliardi di euro. I quattro governi(Monti, Letta, Renzi e Gentiloni) non sono la principale causa dell’aumento del nostro debito. Il motivo? I nostri politici contano poco o nulla, fanno solo quello che chiede l’UE. Il problema dell’Italia è che cresce poco da quando c’è l’euro. Dal 1986 al 2001 il PIL italiano è aumentato di 655,7 miliardi di euro, passando da 592,9 a 1.248,6 miliardi. Dal 2002 al 2016 la crescita del prodotto interno lordo è stata di “solo” 377,2 miliardi di euro. Infatti, nel 2002 il PIL italiano era a quota 1.295,2 miliardi, mentre nel 2016 il nostro prodotto interno lordo è stato di 1.672,4 miliardi di euro. E il debito pubblico?

Dal 2002 ad oggi(febbraio 2017) il debito pubblico è cresciuto di 868,5 miliardi di euro, un aumento pari al 63,3%. E nei 15 anni prima dell’entrata in vigore dell’euro? Nel 1986 il nostro debito era a 404,3 miliardi di euro, mentre nel 2001 ha toccato quota 1.358,3 miliardi; l’aumento è pari a 954 miliardi. Nel periodo pre euro il debito è cresciuto di 85,5 miliardi in più rispetto all’era della moneta unica. C’è da dire però che mancano ancora 10 mesi alla fine del 2017 e il divario può crescere in caso di calo del debito o diminuire in caso contrario. Il rapporto debito/PIL è passato dal 101,9% del 2002 al 132,8% del 2016. Un aumento di ben 30,9 punti percentuali. E nei 15 anni prima dell’entrata in vigore dell’euro? Nel 1986 il rapporto debito/PIL era 85,1%, mentre nel 2001 ha toccato quota 104,7%. Un aumento di “solo” 19,6 punti percentuali, inferiore dell’11,3% rispetto ai 15 anni con l’euro. Cosa ci dicono i dati? Senza una crescita a due cifre l’Italia è destinata a soccombere.

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