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5 settembre 2017

In Italia 3.633 casi di malaria in quattro anni

In Italia 3.633 casi di malaria in quattro anniLa malaria in Italia e in Europa è la malattia tropicale più frequentemente importata. I dati del ministero della Salute parlano di 3.633 casi registrati dal 2011 al 2015, la quasi totalità di importazione contro solo 7 casi autoctoni. Quattro i decessi, dovuti a infezioni da Plasmodio falciparum acquisite in Africa. Italiani il 20% dei casi contro l’80% di stranieri, residenti regolari tornati dal viaggio in patria.

Nel 1970 l’Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS) ha dichiarato l’Italia ufficialmente libera dalla malaria. Tuttavia, da allora, vi sono stati diversi casi di malaria importati dall’estero. Fino al 1985 i nuovi casi erano meno di cento l’anno, ma sono progressivamente aumentati fino al 1994. A partire dal 1995, invece, l’incremento è legato solo ai casi tra gli immigrati, mentre quelli relativi ai cittadini italiani sono andati progressivamente riducendosi. Secondo l’ultimo rapporto¹ dell’OMS, sono 95 i Paesi ancora con endemia malarica, circa 214 milioni i casi e 438 mila i decessi. La fonte di contagio della bimba morta in ospedale a Brescia è incerta. L’infettivologo bresciano Giampiero Carosi ha dichiarato: “Forse qualcuno di ritorno da un viaggio in zone infestate ha portato il plasmodio e poi è stato punto da una anofele nostrana che a sua volta ha punto la bimba”. Ma le zanzare che sono da noi non sono molto adatte a trasmettere il microrganismo.

La piccola morto a Brescia era stata in vacanza a Bibione, sulla riviera veneta. Era stata ricoverata per un esordio di diabete prima a Portogruaro e poi a Trento. Qui la diagnosi e le prime cure. Il decesso per il danno cerebrale causato dalla malaria. In una stanza dell’ospedale di Trento vicina a quella della bimba erano ricoverati 2 bimbi contagiati dalla malaria e fortunatamente guariti. “Dalle prime indicazioni che abbiamo avuto pare che la bambina potrebbe aver  contratto la malaria in ospedale”. E’ la dichiarazione choc fatta nel primo pomeriggio da Beatrice Lorenzin. Sarebbe una cosa gravissima se venisse confermata questa ipotesi strampalata del ministro della Salute. La Lorenzin ha poi corretto il tiro nel tardo pomeriggio: “Prima di esprimere qualsiasi tipo di valutazione dobbiamo capire esattamente cosa è accaduto”. Il direttore dell’Azienda sanitaria trentina, Paolo Bordon, ha puntualizzato: “I 3 bimbi erano in stanze diverse, le cure si sono svolte con materiale monouso, non ci sono state trasfusioni”.

Come si trasmette la malaria?

I parassiti malarici vengono trasmessi all’uomo, che rappresenta l’unico serbatoio della malattia, attraverso la puntura delle zanzare Anopheles femmine, che si nutrono di sangue per portare a maturazione le uova. La malaria non si trasmette per contagio interumano diretto, ma soltanto attraverso le zanzare. La trasmissione della malaria può avvenire anche in seguito alla trasfusione di sangue o di globuli rossi provenienti da soggetti malarici. I sintomi della malattia sono: febbre, mal di testa, tensione di muscoli della nuca, brividi e sudorazione, talvolta nausea, vomito e diarrea. In genere compaiono tra i 10 ei 15 giorni dopo la puntura. Esistono farmaci antimalarici come la clorochina e il tradizionale chinino, le terapie ospedaliere di supporto con trasfusioni di liquidi e sangue. Attualmente è in sperimentazione un vaccino, il primo che ha dato risultati soddisfacenti, che dal 2018 verrà testato su larga scala in tre paesi africani, Malawi, Ghana e Kenya.

¹ Dati aggiornati a dicembre 2015

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