La galleria Monte Olibano della Cumana è un caso
La galleria Monte Olibano della Cumana è diventato un caso. Inagurata all'inizio del 2025 e chiusa dopo il terremoto di magnitudo 4.0 del 18 luglio 2025. Ci si troverebbe quindi davanti ad un’infrastruttura apparentemente moderna— anzi, parte di un intervento di ammodernamento e raddoppio della linea — che si accartoccia per le scosse ai Campi Flegrei. Un fatto che suscita domande sul progetto, sui controlli e sulle responsabilità.
Sembra che la galleria Monte Olibano della Cumana di Napoli non sia stata concepita con margini di movimento tali da sopportare sollecitazioni sismiche in una zona con un vulcano attivo: come spiegato da EAV, una galleria è un manufatto rigido che non ha la possibilità di espandersi e disperdere l’energia che le arriva. Le scosse ai Campi Flegrei avrebbero ampliato fessure già monitorate in punti critici, della galleria specialmente subito dopo lo slargo di Dazio.
Quando verrà riaperta la galleria Monte Olibano?
EAV aveva annunciato che la tratta Bagnoli–Arco Felice — e dunque la galleria — sarebbe riaperta a metà settembre, con lavori stimati in 45 giorni. Tale previsione è però saltata: i tecnici evidenziano che i sistemi di monitoraggio ancora rilevano nuove evoluzioni delle fessure, e che non è possibile dare certezze sul rapido ripristino. In comunicazione ufficiale, EAV sostiene che «serviranno almeno 6 mesi» per definire la soluzione tecnica e riportare la galleria in esercizio ferroviario.
Oggi (25 settembre), sulla pagina ufficiale Facebook, EAV scrive: "Recuperati i progetti della galleria originaria, è stato dato incarico al progettista dell’epoca e ad altro tecnico esperto in materia, per l’individuazione della soluzione tecnica tesa al consolidamento della galleria". Sono passati 69 giorni dalla chiusura della galleria Monte Olibano e in questo arco di tempo sono riusciti solo a recuperare i progetti. L'Italia è un paese senza speranza. Nel frattempo i pendolari devono fare i salti mortali.
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