Marche al voto: vince Acquaroli, ma il vero protagonista è l’astensionismo

Nelle Marche l’affluenza crolla al 50,01%. Acquaroli confermato, ma la metà degli elettori diserta le urne: la democrazia a metà.

Il centrodestra festeggia la vittoria nella MarcheNelle elezioni regionali nelle Marche Francesco Acquaroli, candidato del centrodestra e governatore uscente, ha conquistato la riconferma con il 52,48% dei voti, battendo il rivale del centrosinistra Matteo Ricci, fermo al 44,41%. Ma il dato che più colpisce non riguarda i numeri dei candidati o dei partiti, bensì quello dell’affluenza: solo il 50,01% degli aventi diritto si è recato alle urne.

In altre parole, ha votato appena un elettore su due. Un segnale che evidenzia una crisi profonda del rapporto tra cittadini e politica, un distacco che trasforma la vittoria del centrodestra in una vittoria “a metà”, priva di quella spinta di partecipazione popolare che dovrebbe accompagnare un passaggio democratico di questa portata.

Fratelli d’Italia si conferma la forza trainante della coalizione, ottenendo il 27,4% e staccando nettamente Forza Italia (8,6%) e Lega (7,4%). Nel campo opposto, il cosiddetto “campo largo” non è riuscito a decollare: il Partito Democratico, pur restando il primo partito della coalizione, perde terreno, mentre il Movimento 5 Stelle registra il peggior risultato degli ultimi cinque anni (5,1%). Avs si ferma al 2,2%.

Numeri che, però, rischiano di passare in secondo piano di fronte all’astensione record. Affluenza in calo di quasi 10 punti (9.7%) rispetto alle elezioni regionali del 2020, quando fu del 59,7%. Se la politica non troverà la forza di ricostruire fiducia e partecipazione, ogni risultato elettorale rischierà di essere poco più che una fotografia parziale di una democrazia sempre più fragile.

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