Monte Sant’Angelo, la nuova stazione della Linea 7
L’11 settembre 2025 segna una tappa importante per Napoli: è stato inaugurato il primo lotto operativo della Linea 7 della metropolitana, con l’apertura ufficiale della stazione Monte Sant’Angelo, progettata dall’artista-architetto Anish Kapoor. La stazione – che collegherà il campus universitario Federico II a Soccavo – diventa non soltanto un nodo di mobilità, ma un’opera d’arte urbana che interrompe decenni di attese, interruzioni e progettazioni in sospeso.
Origini del progetto
Il progetto della stazione Monte Sant’Angelo affonda le sue radici nei primi anni 2000: è in quel periodo che cominciano a definirsi le linee guida per la futura Linea 7, che dovrà collegare Soccavo, Fuorigrotta e, in prospettiva, Bagnoli. L’idea artistica venne affidata ad Anish Kapoor nei primi anni 2000, con l’intento di non realizzare solo una stazione funzionale, ma una “stazione dell’arte”, in linea con le altre stazioni iconiche di Napoli.
In particolare, il campus universitario Federico II, con i suoi vari dipartimenti (Chimica, Fisica, Biologia, Geologia, Matematica, Economia), era da tempo penalizzato da collegamenti insufficienti con mezzi pubblici, soprattutto rispetto al trasporto su gomma. Ciò rendeva urgente un’infrastruttura capace di alleggerire il traffico veicolare, migliorare accessibilità e sostenibilità.
Fasi di realizzazione, ritardi e ostacoli
I lavori per la costruzione della Linea 7 e, in particolare, per Monte Sant’Angelo partirono ufficialmente nel 2006. Tuttavia, già nel corso degli anni si verificarono numerosi rallentamenti: contenziosi finanziari, difficoltà tecniche e amministrative, riformulazioni progettuali. Nel 2011 i lavori furono interrotti a causa di un contenzioso fra la Regione Campania e le imprese costruttrici. Riprese nel 2016, grazie a una transazione con le aziende coinvolte e al reperimento di nuovi finanziamenti.
Caratteristiche dell’opera: arte, architettura, simbolismo
Anish Kapoor ha realizzato due uscite monumentali per la stazione: una verso il campus universitario, l’altra verso il Rione Traiano. Il materiale dominante è l’acciaio corten, che conferisce un colore caldo, quasi ruggine, resistendo alle intemperie e segnando visivamente il confine tra la città di superficie e il mondo sotterraneo.
Le uscite evocano immagini mitologiche e poetiche: Kapoor ha parlato di “discesa alle viscere di Napoli” tramite l’ingresso universitario, una metafora che richiama la Sibilla Cumana narrata nell’Eneide, e di una risalita verso la luce e le stelle dall’altro accesso.
Costi, investimenti e tempistiche
L’investimento complessivo per la stazione Monte Sant’Angelo è stato di circa 400 milioni di euro. Il finanziamento è condiviso: la Regione Campania ha coperto una parte consistente, con fondi CIPE all’80% per la realizzazione della seconda parte di galleria tra Monte Sant’Angelo e Parco San Paolo, mentre la restante parte è a carico regionale. Dopo l’inaugurazione, il servizio è previsto per l’apertura al pubblico entro il 15 ottobre 2025, una volta completate le certificazioni e le autorizzazioni necessarie.
Significato e impatti
La stazione Monte Sant’Angelo rappresenta un elemento chiave per la mobilità urbana dell’area ovest di Napoli: collega l’università al sistema metropolitano, migliora l’accessibilità per studenti, docenti e ricercatori, alleggerisce il traffico stradale e le emissioni. È anche un simbolo architettonico e culturale: unisce trasporto pubblico e arte, contribuendo a valorizzare il paesaggio urbano, a dare identità e visibilità a zone spesso considerate periferiche. Nei progetti futuri, la Linea 7 dovrà essere completata con le altre stazioni (Parco San Paolo, Terracina, Giochi del Mediterraneo, e collegamenti con la stazione Mostra) per rendere effettivo il collegamento tra la Circumflegrea e la Cumana.
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