Due regioni italiane tra più fragili UE

Guyana Francese, Calabria e Campania hanno i tassi di rischio di povertà più alti in Europa nel 2024. Scopri i dati e le cause delle vulnerabilità.

Due regioni italiane tra più fragile UENel 2024, le ultime statistiche di Eurostat rivelano che le regioni con i tassi più elevati di rischio di povertà o esclusione sociale in Europa non si trovano solo in paesi con economie emergenti, ma anche in regioni storicamente sviluppate, come l’Italia. Secondo i dati aggiornati, la Guyana Francese emerge come la zona con la vulnerabilità più alta, seguita da alcune delle aree più meridionali dell’Italia, come la Calabria e la Campania.

Guyana Francese: una realtà economica complessa

Con una vulnerabilità del 59,4%, la Guyana Francese, una regione d’oltremare della Francia situata in Sud America, ha il tasso più elevato in Europa. Questo dato preoccupa perché evidenzia una persistente disuguaglianza economica che riguarda principalmente i settori più deboli della popolazione. La Guyana Francese è caratterizzata da una forte disoccupazione, una bassa qualità dei servizi pubblici e una scarsità di infrastrutture moderne, tutti fattori che contribuiscono a questa condizione di esclusione sociale.

Calabria e Campania: il divario tra Nord e Sud Italia

Anche le regioni italiane del Sud, come la Calabria e la Campania, si trovano tra le più vulnerabili. Con tassi rispettivi del 48,8% e del 43,5%, queste regioni superano di gran lunga la media dell’Unione Europea, che si attesta al 21%. La Calabria è al secondo posto per rischio di povertà, mentre la Campania occupa la quarta posizione. Questi dati evidenziano la persistente disuguaglianza economica tra il Sud e il Nord dell’Italia, nonostante gli sforzi di sviluppo regionale e i fondi strutturali europei.

Le cause principali di questa disparità sono molteplici. Le difficoltà economiche in queste regioni derivano da un mercato del lavoro fragile, una crescente disoccupazione giovanile e una limitata capacità di attrarre investimenti. Inoltre, la scarsità di opportunità di formazione professionale e di supporto per le imprese locali contribuisce a mantenere alta la povertà e l'esclusione sociale.

Melilla e il caso della Sicilia e della Puglia

Anche Melilla, una città autonoma della Spagna situata sulla costa nord-occidentale dell’Africa, presenta tassi di vulnerabilità superiori alla media europea, con un tasso del 44,5%. Questo, insieme a regioni italiane come la Sicilia (40,9%) e la Puglia (37,7%), dimostra come anche alcune aree dell’Europa occidentale stiano affrontando gravi sfide economiche.

La Sicilia e la Puglia, nonostante la loro posizione strategica e l’importanza turistica, affrontano problemi strutturali legati a una bassa industrializzazione, a una rete di infrastrutture inadeguate e a un mercato del lavoro che non riesce ad assorbire una buona parte della popolazione attiva.

La soglia critica del 33%

La soglia critica del 33% di rischio di povertà o esclusione sociale, definita dall'Unione Europea, rappresenta una linea di demarcazione tra le aree più vulnerabili e quelle relativamente protette. Superare questa soglia, come accade in molte delle regioni citate, significa che una parte significativa della popolazione vive in condizioni di grave difficoltà economica e sociale. Questo scenario ha implicazioni dirette sulle politiche pubbliche e sugli interventi necessari per contrastare la povertà e l’esclusione.

Le possibili soluzioni e gli interventi necessari

Per ridurre il rischio di povertà nelle regioni più vulnerabili, è cruciale un approccio integrato che coinvolga vari livelli di governo e settori della società. L’accesso all’istruzione, la formazione professionale, la promozione di politiche di inclusione sociale e il rafforzamento delle infrastrutture sono alcune delle misure fondamentali. Inoltre, è essenziale un maggiore sostegno alle piccole e medie imprese locali, che sono il motore della crescita economica nelle regioni meridionali d'Europa.

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