Lavoro irregolare in crescita nel 2023
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, nel 2023 le unità di lavoro irregolari in Italia sono state 3 milioni e 132 mila, con un aumento di 145 mila persone rispetto al 2022, pari a una crescita dell’11,3%. Il fenomeno riguarda sia i lavoratori dipendenti, cresciuti del 4,9% (+106 mila unità), sia i lavoratori indipendenti irregolari, aumentati di 39.500 persone (+4,8%).
Economia non osservata in aumento: +7,5% in un anno
Il valore complessivo dell’economia non osservata – che comprende economia sommersa e attività illegali – ha raggiunto nel 2023 i 217,5 miliardi di euro, in aumento del 7,5% (+15,1 miliardi) rispetto all’anno precedente. L’incidenza sul PIL è salita dal 10,1% al 10,2%, segnalando un lieve ma costante incremento della parte di ricchezza prodotta fuori dai canali ufficiali.
L’economia sommersa (escludendo le attività illegali) ha raggiunto 198 miliardi di euro, pari al 9,2% del PIL. Le attività illegali hanno sfiorato i 20 miliardi di euro. I settori con maggiore incidente del sommerso:
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Servizi alla persona: 32,4% del valore aggiunto.
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Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione: 18,8%.
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Costruzioni: 16,5%.
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Industria e servizi professionali: sotto il 6%.
Un segnale d’allarme per il mercato del lavoro
L’aumento del lavoro irregolare e dell’economia sommersa rappresenta un problema strutturale per l’Italia, con impatti diretti su gettoni fiscali, sicurezza e diritti dei lavoratori. Secondo gli esperti, servono politiche mirate di contrasto al sommerso, incentivi alla regolarizzazione e controlli più efficaci per riportare queste attività nell’economia ufficiale.
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