UE taglia le stime sul PIL italiano
La Commissione europea ha rivisto al ribasso le sue stime di crescita per l’Italia nelle previsioni economiche d’autunno. Secondo Bruxelles, il Prodotto Interno Lordo (PIL) aumenterà di appena lo 0,4 % nel 2025, rispetto allo 0,7 % stimato nella precedente tornata di primavera. Per il 2026, la crescita prevista è stata ridotta allo 0,8 %, leggermente sotto la stima precedente dello 0,9 %.
Questo rallentamento riflette un contesto economico ancora fragile, ma non tutto è negativo. Sul fronte della finanza pubblica, la Commissione prevede un deficit al 3 % del Pil nel 2025, in calo rispetto al 3,3 % ipotizzato in primavera. Secondo il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, il deficit “diminuirà ancora negli anni successivi”, una dichiarazione che suggerisce un’aspettativa di consolidamento fiscale.
Un altro dato positivo riguarda il debito pubblico, che la UE prevede calerà al 136,4 % del Pil nel 2025, un miglioramento rispetto alla precedente proiezione del 136,7 %. Questo deve essere interpretato con cautela: pur se in lieve discesa, il debito pubblico dell’Italia rimane elevato, in parte a causa di aggiustamenti contabili legati ai crediti d’imposta per l’edilizia.
Dietro questi numeri emergono due grandi sfide: da un lato, la crescita economica italiana rimane su livelli modesti, sostenuta principalmente da investimento e domanda interna, mentre l’export sembra poco dinamico. Dall’altro lato, il miglioramento dei conti pubblici – se confermato – potrebbe aprire la strada a un’uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo impostata da Bruxelles.
L’outlook dell’Italia resta caratterizzato da una crescita contenuta, ma la riduzione del deficit e il leggero miglioramento del debito mostrano segnali incoraggianti. Il percorso verso una maggiore sostenibilità dei conti pubblici è avviato, ma sarà cruciale consolidare questi progressi nei prossimi anni.
Commenti
Posta un commento