La tassa sul cloud del governo Meloni
Il governo Meloni introduce una nuova tassa. La recente introduzione della cosiddetta tassa sul cloud per la copia privata sta generando un acceso dibattito nel mondo digitale italiano. Il nuovo decreto firmato dal ministro della Cultura Alessandro Giuli ridefinisce i compensi per la copia privata e introduce, per la prima volta, un prelievo mensile sullo storage cloud. Una misura che, secondo molti, rischia di essere anacronistica nell’era dello streaming e dei servizi digitali avanzati.
Cos’è la copia privata e perché oggi fa discutere
La copia privata nasce negli anni ‘80 per compensare gli autori quando gli utenti duplicavano cassette, CD o DVD. Oggi, però, la fruizione dei contenuti è quasi interamente basata su Spotify, Netflix, YouTube, Apple Music e piattaforme di streaming, rendendo la copia fisica un fenomeno marginale. Nonostante ciò, il sistema viene ampliato includendo anche smartphone, PC, TV, dispositivi ricondizionati e ora il cloud.
Come funziona la nuova tassa sul cloud
Il decreto introduce una tariffazione ricorrente e mensile, calcolata in base ai gigabyte di spazio cloud a disposizione dell’utente:
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0,0003 €/GB/mese da 1 a 500 GB
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0,0002 €/GB/mese oltre 500 GB
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Tetto massimo: 2,40 €/mese per utente
Si tratta di cifre basse, ma che creano un precedente importante: anche lo spazio cloud gratuito (come i 5 GB Apple o i 15 GB Google) rientra nella categoria ed è probabile che i due colossi saranno costretti ad inserire un costo anche per chi fino ad oggi usava la versione gratuita.
Le critiche: doppia imposizione e impatto sulla competitività
Provider, associazioni ICT e big tech come Google parlano apertamente di doppia imposizione: si paga già quando si acquista il dispositivo e ora si paga di nuovo per il cloud. Le principali criticità evidenziate:
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Nessuna distinzione tra cloud consumer e cloud aziendale
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Rischio di penalizzare i provider italiani, più facilmente controllabili rispetto alle big tech internazionali
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Misura incoerente con le politiche di digitalizzazione e sovranità digitale
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Anacronismo del concetto di copia privata nell’ecosistema streaming
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