Kimi Antonelli trionfa nel gran premio di Cina 2026

Kimi Antonelli vince il gran premio di Cina 2026: l’Italia torna sul podio della F1 dopo 20 anni. L’ultima vittoria di Fisichella nel 2006.

Kimi Antonelli trionfa nel gran premio di Cina 2026Il 15 marzo 2026 rimarrà scolpito nella storia dello sport italiano. Andrea Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio di Cina, conquistando la sua prima vittoria in carriera in Formula 1 alla guida della Mercedes. Un successo che non è solo un traguardo personale per il giovane talento bolognese, ma la fine di un digiuno per l’Italia che durava da ben vent’anni.

Il ritorno del Tricolore: da Fisichella ad Antonelli

Era il 19 marzo 2006 quando Giancarlo Fisichella, su Renault, tagliava per primo il traguardo nel gran premio della Malesia. Da quel giorno, nessun pilota italiano era più riuscito a salire sul gradino più alto del podio nella massima categoria del motorsport. Dopo esattamente 20 anni (quasi al giorno), Kimi Antonelli ha spezzato l’incantesimo a Shanghai, riportando l’inno di Mameli a risuonare nei circuiti di tutto il mondo.

La cronaca della gara: un dominio sotto pressione

Partito dalla pole position (la più giovane della storia della F1), Antonelli ha gestito la gara con la freddezza di un veterano. Nonostante la pressione iniziale di Lewis Hamilton con la Ferrari e un piccolo spavento nel finale a causa di un flat spot (un bloccaggio dello pneumatico) che ha fatto tremare il box Mercedes, il diciannovenne ha tagliato il traguardo con un vantaggio di oltre 5 secondi sul compagno di squadra George Russell.

Il podio finale del GP di Cina 2026:

  1. Andrea Kimi Antonelli (Mercedes)

  2. George Russell (Mercedes)

  3. Lewis Hamilton (Ferrari)


Perché la vittoria di Antonelli è storica

Oltre a interrompere il lungo digiuno italiano, il successo di Antonelli riscrive i record di precocità:

  • Secondo vincitore più giovane di sempre: Solo Max Verstappen (Spagna 2016) ha vinto una gara di F1 in età più giovane.

  • Primo podio italiano dal 2006: Non solo la vittoria, ma una presenza costante nelle posizioni di vertice che mancava dai tempi di Jarno Trulli e Giancarlo Fisichella.

  • L’erede designato: Vincere nella sua seconda stagione, dopo aver preso il sedile che fu di Hamilton, consacra definitivamente la scelta di Toto Wolff di puntare tutto sul talento “made in Italy”.

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