Microforesta di via Zuccarini tra natura e degrado

Microforesta di Scampia: natura incontaminata o mancanza di cura? Scopri cosa prevede il Patto di Collaborazione tra Comune di Napoli e Legambiente.

Microforesta di via Zuccarini tra natura e degradoA circa otto mesi dall’inaugurazione della Microforesta di Comunità di via Zuccarini, avvenuta il 15 gennaio 2026 alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi, di Legambiente Campania e dei rappresentanti dell’VIII Municipalità, l’area verde di Scampia torna al centro del dibattito pubblico. Su un’area di 200 metri quadrati sono state messe a dimora 400 piantine di 16 specie.

A sollevare la questione è una segnalazione di Alfredo Di Domenico, che accende i riflettori sullo stato attuale del sito: la vegetazione spontanea ha preso il sopravvento, rendendo ormai difficile distinguere le piantine messe a dimora durante l’evento inaugurale dal resto della flora cresciuta in modo incontrollato.

Si tratta di un fenomeno ecologico naturale o di un segnale di abbandono delle cure necessarie? E soprattutto: cosa prevede davvero il Patto di Collaborazione stipulato per la gestione di questo bene comune?

Microforeste urbane: crescita biologica o cura costante?

Le microforeste urbane — spesso basate su modelli ad alta densità come il metodo Miyawaki — sono progettate per accelerare la rinaturalizzazione dei suoli cementificati. Nelle prime fasi, la presenza di erbe spontanee può svolgere un ruolo utile, creando un microclima umido e proteggendo il terreno dall’eccessiva evaporazione.

Tuttavia, la botanica e la forestazione urbana insegnano che la natura non fa tutto da sola nei primi anni:

  • Il rischio soffocamento: Se le essenze spontanee e le infestanti crescono a dismisura, finiscono per sottrarre luce, acqua e nutrimento alle giovani piante messe a dimora, compromettendone la sopravvivenza.

  • L’importanza dello sfalcio selettivo: Nei primi 2-3 anni dall’impianto sono indispensabili interventi periodici di pulizia mirata, irrigazioni di soccorso nei mesi estivi e monitoraggio della crescita.

Senza una manutenzione minima e costante, il confine tra “biodiversità dinamica” e degrado diventa estremamente sottile.

Patto di Collaborazione a Scampia: a chi spetta la manutenzione?

Il cartello informativo installato in via Zuccarini fa esplicito riferimento a un Patto di Collaborazione tra l’VIII Municipalità e Legambiente Campania, uno strumento amministrativo nato per promuovere la cura condivisa dei beni comuni urbani.

Trattandosi di un accordo pubblico, i cittadini hanno il diritto di conoscere con chiarezza la ripartizione dei compiti:

  • Gestione ordinaria e cura del verde: Chi deve occuparsi degli sfalci selettivi, dell’irrigazione e della pulizia periodica? L’associazione, i volontari del quartiere o la Municipalità?

  • Vigilanza e controllo: A chi spetta verificare che la Microforesta stia crescendo secondo i parametri stabiliti dal progetto originale?

  • Interventi straordinari: Qual è il ruolo del Servizio Verde Pubblico del Comune di Napoli in caso di criticità?

La vera sfida inizia il giorno dopo l’inaugurazione

Come ricordato da Di Domenico, piantare alberi e inaugurare nuovi spazi verdi è un segnale politico e sociale fondamentale per la riqualificazione di Scampia. Tuttavia, la sostenibilità di un progetto di forestazione si misura sulla durata nel tempo.

Per evitare che la Microforesta di via Zuccarini si trasformi nell’ennesima occasione persa, è auspicabile un chiarimento pubblico da parte di Comune di Napoli, VIII Municipalità e Legambiente. Spiegare trasparentemente ai residenti come funziona il Patto di Collaborazione è il primo passo per trasformare un’area critica in un vero modello di cittadinanza attiva e verde urbano. Nel video allegato potete guardare il servizio di Alanews sull’inaugurazione della Microforesta di Comunità a Scampia.

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