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29 agosto 2016

Che fine faranno i soldi del sms solidale 45500?

SMS solidale 45500Il terremoto nel Centro Italia ha fatto partire l’ennesima raccolta fondi per la ricostruzione. Attraverso il numero solidale 45500 sono stati finora raccolti oltre 9,7 milioni di euro. La Protezione Civile riferisce che è stato registrato un incremento delle donazioni anche grazie alla campagna di sensibilizzazione promossa nell’ambito del Festival di Castrocaro e della “Notte della Taranta”, in diretta televisiva Rai.

Una domanda sorge spontanea: che fine faranno questi soldi? La raccolta del terremoto dell’Aquila finì in un consorzio finanziario di Padova, la “Etimos”. Questa società avrebbe usato i fondi per garantire le banche qualora i terremotati avrebbero chiesto piccoli prestiti. Alla fine ai poveri terremotati aquilani non arrivò nemmeno un euro dei 5 milioni raccolti con l’SMS solidale. Di questo scandalo si occupò Oliviero Beha in una puntata di “Brontolo” nel 2012. La raccolta fondi per i terremotati del Centro Italia farà lo stesso percorso? Ho letto che hanno lanciato una campagna di raccolta fondi banche, compagnie di assicurazioni, associazioni, partiti, mezzi di informazione, Coldiretti e altri organi. Il grande assente, ancora una volta, è il coordinamento tra le iniziative.

Qualcuno lucrerà sulle donazioni? In Italia non esiste l’accountability, cioè l’abitudine di dar conto dei risultati che si ottengono con i soldi spesi. Potrebbe succedere che qualche mente geniale organizzi festicciole con i soldi delle donazioni per far svagare i terremotati. Stefano Zamagni, presidente della Fondazione italiana per il dono, ha dichiarato: “In Italia molte organizzazioni badano più ad aumentare il proprio capitale reputazionale che al bene dei destinatari”. La Protezione Civile ha annunciato che con i soldi del 45500 saranno ricostruiti edifici pubblici. Capito? Le donazioni, quindi, non verranno usati per le case dei terremotati ma per scuole, palestre, centri per i bambini, municipi. I fondi saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, su un conto infruttifero aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato.

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