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29 agosto 2016

Diritto di asilo ai cittadini della Terra dei Fuochi

Rogo Tossico nell'ex campo RomLo Stato ha abdicato nella Terra dei Fuochi. Il 18 luglio 2016 ci fu un incendio di vasto proporzioni nei pressi del campo Rom di Casoria, situato a pochi passi dall’aeroporto di Capodichino e vicino all’Ikea. Quarantadue giorni dopo un nuovo rogo(foto) si è sviluppato nella stessa zona.

E pensare che il campo era sotto sequestro, quindi questa volta i Rom non c’entrano. Lo sottolineano anche i gestori della pagina Facebook di Identità Insorgenti. Dov’è lo Stato? Come è possibile che un ecocriminale agisca indisturbato? Sembra quasi una barzelletta, se non fosse che quel fumo nero andrà a finire nell’organismo di tanti cittadini causando nuovi tumori. Lo scorso gennaio, l’Istituto Superiore di Sanità(ISS) ha pubblicato un rapporto in cui si evince che nella Terra dei Fuochi si muore di più che in altre zone d’Italia, ci si ammala più di cancro e si registrano più ricoveri. I tumori non si curano, ma possono essere prevenuti migliorando la qualità dell’aria. Lo Stato non fa nulla da questo punto di vista, dato che i roghi tossici continuano ad esserci nonostante la propaganda mediatica dica il contrario. Negli ultimi mesi si parla tanto dei migranti che scappano dalla guerra e vengono nel nostro Paese per chiedere asilo e migliorare le loro condizioni di vita. Pensano di aver messo al sicuro la loro vita, non sanno che hanno il destino segnato con un cancro. Non sono solo le guerre a fare vittime, nella zona nord di Napoli e a Caserta è in atto un genocidio di massa tra l’indifferenza generale. I cittadini della Terra dei Fuochi non hanno diritto all’asilo?

Terra dei fuochi. Verdi. Dopo Marcianise a fuoco vasta area ad Afragola. Sono giorni terribili con i delinquenti in piena attività. Basta a operazioni di facciata, serve un intervento forte e concreto “Sono giorni terribili questi per la terra dei fuochi dove si stanno registrando diversi roghi, alcuni dei quali particolarmente pericolosi per il tipo di materiali andati a fuoco”. A denunciarlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, segnalando che “in queste ore sta bruciando una vasta area ad Afragola, a ridosso di due pozzi neri, che sta provocando anche la fuoriuscita di liquami nauseabondi che provocano una puzza insopportabile unita a quella “classica” della combustione”. “E continuano a uscire fumi anche nelle campagne tra Napoli e Caserta, nell’area tra Caivano e Marcianise, dove ieri notte c’è stato un incendio di vaste dimensioni che ha bruciato rifiuti accumulati nel corso degli anni, a ridosso dei regi lagni” ha aggiunto Borrelli, sottolineando che “in quell’area, nonostante la presenza di molte industrie e attività commerciali, non ultimi i centri commerciali e l’outlet, gli incendi sono molto frequenti e mettono in difficoltà molte di quelle imprese”. “Purtroppo gli incendi di Afragola e dell’area tra Caivano e Marcianise sono solo i due casi più eclatanti, ma molti altri roghi sono stati segnalati tra Napoli e Caserta, a testimonianza che, in questi giorni, i delinquenti che appiccano il fuoco sono più che mai attivi e che le misure fin qui adottate, anche se, stando ai dati dei vigili del fuoco, hanno portato a una riduzione degli incendi, non hanno risolto del tutto il problema” ha concluso Borrelli per il quale “è necessario un maggior impegno da parte di tutti, ma, soprattutto, da parte del Governo che deve dare un segnale concreto e forte della sua presenza sul nostro territorio, andando al di là di operazioni inutili come quella dell’invio dell’esercito”.

Pubblicato da Francesco Emilio Borrelli su Lunedì 29 agosto 2016

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