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4 novembre 2016

La falsa storia dell’abolizione del trattamento economico ai senatori se vince il Sì

Maria Elena BoschiIl 4 dicembre 2016 si terrà il referendum sulla riforma costituzionale. Il nuovo Senato è la parte più controversa della riforma Boschi-Renzi. I senatori non rappresenteranno più la nazione, ma le istituzioni territoriali(Regioni e Comuni). Inoltre, il nuovo Senato non potrà più dare la fiducia al governo, ma avrà la possibilità di esprimere proposte di modifica anche sulle leggi che esulano dalle sue competenze.

Il numero dei senatori passa da 315 a 100. 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 senatori nominati dal capo dello Stato per 7 anni. Questo significa che i senatori non verranno eletti a suffragio universale come oggi. La riforma prevede che l’indennità non venga corrisposta ai senatori, ma solo ai membri della Camera. Questo significa che i deputati continueranno a prendere 13.624 euro al mese anche in caso di vittoria del Sì. Una domanda sorge spontanea: i senatori non riceveranno un euro? Falso. Nella disponibilità dei senatori resteranno altre forme di rimborso: diaria(3.500 euro mensili), rimborso forfetario delle spese generali(1.650 euro ogni mese), rimborso delle spese per l’esercizio di mandato(2.090 euro al mese) e facilitazioni di trasporto. Facendo un rapido calcolo viene fuori che ogni senatore potrà guadagnare fino a 7.240 euro al mese. A questa cifra bisogna aggiungere l’indennità alla carica per cui è stato eletto, cioè Sindaco o consigliere regionale. Tutte queste cose non sono scritte sul quesito referendario. Per questo motivo è utile leggere lo speciale sulla riforma costituzionale pubblicato da Valigia Blu.

Basta un Mastella qualunque per mettere in difficoltà il renziano Fiano

Pubblicato da Maxso Magazine su Giovedì 8 settembre 2016

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