Non è un paese per la democrazia

Gli scontri a Roma Il 12 giugno 2009 in Iran ci furono le elezioni(pilotate?) che sancirono una nuova vittoria di Ahmadinejad.

Moussavi, l’altro candidato alla presidenza, denunciò irregolarità nel voto. Nei giorni successivi scoppiò una vera e propria rivolta nel paese.

La polizia per sedare i manifestanti usa gas lacrimogeni e manganelli. Il 20 giugno la televisione di Stato iraniana sostiene che ci sono oltre 100 feriti negli scontri a Teheran. Neda, una ragazza che manifestava, viene uccisa da un miliziano. Da quel giorno Neda è diventato il simbolo della rivolta dell’opposizione iraniana.

Fatta questa premessa, veniamo al punto di questo post. Il 7 luglio 2010 gli aquilani hanno manifestato a Roma. Durante la protesta l’esercito del bene ha usato le maniere forti per “fermare” i poveri manifestanti. Nei giorni successivi le Forze dell’ordine hanno sostenuto che ad aver scatenato quegli “scontri” siano stati esponenti dell’area antagonista romana.

Ieri(14 luglio), gli aquilani sono tornati a Roma per dimostrare che le Forze dell’ordine non sono state provocate da nessuno. Nella sala del Mappamondo, alla Camera dei deputati, gli aquilani hanno proiettato le immagini in cui si notano manifestanti a volti scoperti con le mani alzate in segno di pace. Nel video potete “ammirare” l’esercito del bene di Berlusconi in azione…

L’Italia sta diventando come l’Iran, non è un paese per la democrazia. Aspettiamo che anche il nostro paese abbia la sua Neda?

Credits: Il Fatto Quotidiano.

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