De Girolamo: La TAV per i pendolari

Nunzia De GirolamoIeri(15 settembre), su La 7 ha debuttato “Piazza Pulita”, il nuovo talk show politico condotto da Corrado Formigli. I protagonisti assoluti della prima puntata sono stati Roberto Castelli(Lega) e Nunzia De Girolamo. Del primo ho già parlato in questo post. Quindi, passiamo alla “pucchiacca” beneventana.

Nel corso del programma c’è stato un collegamento con i manifestanti “No TAV” della Val di Susa. Subito dopo, è stata trasmessa un’intervista a Beppe Grillo. La De Girolamo ha dimostrato ancora una volta che “parla solo per cambiare aria alla bocca”. La “pidiellina” ha detto “Questo paese è particolare, perché loro manifestano in piazza contro la TAV, noi al Sud la TAV la vorremmo”. Noi? Ma chi rappresenta la De Girolamo?

Non contenta, la “pucchiacca” beneventana dice che al Sud la TAV servirebbe ai pendolari. Nello specifico, la De Girolamo ha dichiarato “Io li invidio pure perché ritengono la TAV qualcosa di superfluo. I miei pendolari al Sud la vorrebbero questa cosa superflua, perché i miei pendolari del Sud non vorrebbero alzarsi alle 5 del mattino per andare su un treno del terzo mondo e non sapere come arrivare a Roma se alle 6 del pomeriggio non ci sono collegamenti”.

Come fa notare ladygroove71b(il canale dove è stato caricato il video allegato), Roma è collegata a Napoli in 1 ora e 10 minuti, tramite una linea ad alta velocità con 38 collegamenti giornalieri. Altre città del Sud sono collegate alla capitale tramite la linea “Freccia Argento”, che viaggia ad alta velocità anche su percorsi tortuosi e pertanto è utilizzato sia sulle linee AV che su quelle tradizionali.

Vi sbagliate di grosso se pensate che la De Girolamo abbia fatto solo questa gaffe. La “pucchiacca” beneventana ha detto “Eliminiamo il vitalizio. Io non so che farmene di questo vitalizio. Sono pure stanca di sentirne parlare. Non andrò in pensione come avvocato. Non ci vado nemmeno come parlamentare. Non me ne può fregare di meno”. Però al tipa lo stipendio da parlamentare se lo “pappa”. Ma per favore.

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