Passera: Asta pubblica per le frequenze TV
Tutto da rifare per le frequenze TV. Il governo Monti azzera il beauty contest e mette all’asta le frequenze a pacchetti. Lo ha annunciato Corrado Passera al quotidiano “La Repubblica”. Il ministro dello Sviluppo economico ha anticipato di nove giorni l’annuncio del governo, quando cioè scadrà la pausa di riflessione che l’esecutivo si era dato per decidere.
Passera ha dichiarato “Si farà una vendita pubblica, con uno spacchettamento. La prossima asta sarà fatta di pacchetti di frequenze con durate verosimilmente diverse”. Un’ipotesi è che la banda larga 700(2 o 3 multiplex dei 6 totali in palio) venga aggiudicata per un periodo di 3 anni, da qui al 2015. Per quella data infatti una commissione dell’Onu ha previsto lo spostamento di reti dalle TV all’accesso a Internet. La scelta del governo deve ora passare al vaglio della commissione europea.
Il “beauty contest” avrebbe avvantaggiato Mediaset, che avrebbe ottenuto gratuitamente le frequenze. Ora “quelli” di Cologno Monzese puntano ad uno sconto sul canone delle frequenze. Per Mediaset 32 milioni di euro all’anno sono troppi. Per la cronaca, nel 1999 quel “genio” di Massimo D’Alema fissò il canone delle frequenze in base al fatturato. Per Mediaset era lo 0,81%, mentre per la Rai l’1,06%. Nel 2005 il governo Berlusconi ha abbassato la percentuale: 1% per la Rai e 0,55% per Mediaset. Poi dicono che non c’era un conflitto di interesse.
Per ulteriori info: La Repubblica
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