Il DDL Anticorruzione verrà votato dai 100 parlamentari condannati o indagati?
Da alcuni mesi si parla del DDL Anticorruzione, ma “stranamente” non viene velocizzato l’iter per l’approvazione. Tanto per informarvi, la corruzione ci costa 60 miliardi di euro all’anno. In pratica, tre finanziarie. L’ostruzionismo al DDL è soprattutto del PDL. Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera, vuole che l’anti-corruzione, le intercettazioni e la responsabilità civile dei giudici procedono in parallelo. Una scusa per non far passare il disegno di legge.
Il vero problema è un altro. Ci sono 100 parlamentari che sono stati condannati, imputati, indagati o prescritti. Dove vogliamo andare con questo esercito? In qualche cassetto del Senato riposa in pace dal 2007 la proposta di legge di iniziativa popolare su cui Beppe Grillo, al V-Day di Bologna, aveva raccolto 300 mila firme per rendere ineleggibili almeno i condannati. Ma di cosa parliamo? Ieri(30 settembre) è ritornato “Report”. Il programma condotto da Milena Gabanelli ha parlato proprio degli indagati del Parlamento.
La conduttrice ha letto uno stralcio ed elenca i firmatari di una lettera, datata 17 aprile 1997, in cui la migliore imprenditoria italiana esprimeva solidarietà al presidente della Fiat Cesare Romiti, appena condannato per falso in bilancio, frode fiscale, finanziamento illecito ai partiti. Questa lettera è una accorata richiesta di depenalizzazione del falso in bilancio. Negli Stati Uniti si finisce in galera per falso in bilancio, in Italia si diventa fighi. Ma dove vogliamo andare?
Commenti
Posta un commento