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Cambi di gruppo parlamentari nella XIX legislatura e l’articolo 67 della Costituzione

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Dall’inizio della XIX legislatura ad oggi, 8 febbraio 2026 , i cambi di gruppo parlamentari registrati sono stati complessivamente 68 : 12 al Senato e 56 alla Camera dei Deputati . Numeri che, se confrontati con le legislature precedenti, segnano un crollo netto e significativo del fenomeno.

Assenteismo dei Parlamentari nella XIX Legislatura

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L’ assenteismo parlamentare è una delle critiche più frequenti rivolte ai rappresentanti istituzionali. Nella XIX Legislatura (iniziata nel 2022), la partecipazione alle votazioni elettroniche si attesta in media al 70,9% , con un tasso di assenze non giustificate tra missioni del 14,4% , il valore più basso delle ultime legislature. Cresce il ricorso alle  missioni parlamentari , ovvero assenze giustificate per incarichi istituzionali fuori dall’Aula. Queste rappresentano il 14,7% del totale, un record storico. Emergono situazioni estreme che sollevano  interrogativi sull’impegno e l’efficacia degli eletti .  Il podio degli assenteisti alla Camera Alla  Camera  il primato delle  assenze  spetta a  Umberto Bossi  (Lega) con una percentuale del  100% . Il leghista sta in Parlamento da 34 anni e 5 mesi e nella XIX Legislatura ha una percentuale di presenze dello 0,0% (4 votazioni su...

Parlamentari assenteisti nella XIX Legislatura

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L’ assenteismo dei parlamentari è un tema che ciclicamente torna al centro del dibattito politico italiano. Deputati e senatori hanno il compito cruciale di rappresentare i cittadini nelle due Camere , ma la presenza effettiva di alcuni di loro è spesso oggetto di polemiche e critiche. Esaminare l’ assenteismo parlamentare significa affrontare questioni di responsabilità politica, etica pubblica e, in ultima analisi, di efficacia del sistema democratico. Grazie al sito Open Parlamento possiamo fare una classifica dei parlamentari assenteisti nella XIX Legislatura .

Salva pensione dei parlamentari al primo mandato

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Si vota il 25 settembre 2022 . Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri riunito dopo le comunicazioni del presidente Sergio Mattarella sullo scioglimento delle Camere . I parlamentari della XVIII legislatura al primo mandato sono riusciti a salvare il diritto alla pensione . Cosa prevede la legge?

Cambi di gruppo nella XVIII legislatura

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Continuano i cambi di gruppo nella XVIII legislatura , che fanno emergere per l’ennesima volta il problema del “ pagnottismo ” legalizzato in Parlamento . Tutta colpa dell’ articolo 67 della Costituzione Italiana . Per chi non lo sapesse, questo articolo afferma che “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato ”.

18enni potranno votare per il Senato

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Approvata dal Senato la riforma costituzionale che dà ai 18enni il diritto di voto per eleggere i senatori . Il Parlamento ha dato così il via definitivo al DDL . Cade così il vincolo stabilito dall’ articolo 58 della Costituzione che riservava la facoltà di voto a chi aveva compiuto 25 anni . Hanno votato a favore in 178. I voti contrari sono stati 15, 30 gli astenuti.

165 cambi di gruppo in Parlamento

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“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato ”. Questo è quello che recita l’ articolo 67 della Costituzione Italiana . In poche parole, una volta eletto il parlamentare può fare ciò che vuole, anche passare da uno schieramento all’altro. Nei primi 35 mesi della XVIII legislatura ci sono stati 165 cambi di gruppo in Parlamento per un totale di 144 parlamentari coinvolti.

Cerno vota No a Conte

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Il tizio che vedete nella foto è Tommaso Cerno , un giornalista diventato senatore con le politiche del 2018 . Eletto con il Partito Democratico , ora fa parte del gruppo Misto . All’inizio del 2020 abbandonò il PD perché il partito non era “ garantista ” e lui era contrario ai processi eterni e alle intercettazioni . Doveva seguire Matteo Renzi a Italia Viva , ma poi non se ne fece nulla. In un’ intervista al giornale online “ Huffington post ”, Cerno ha annunciato che non voterà la fiducia al premier Giuseppe Conte quando martedì 19 gennaio 2021 si presenterà in Senato .

Gli assenteisti in Parlamento

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Il Parlamento dell’ Italia è formato da 630 deputati e 315 senatori . In totale sono 945 parlamentari che ogni mese percepiscono tra i 17.625 euro e i 18.735 euro a secondo del palazzo in cui c’è la loro “comoda” poltrona. Lo stipendio dei parlamentari è composta da tre voci: indennità , diaria e rimborso spese . Ecco spiegato perché un deputato può portare a casa fino a 18.735 euro al mese, mentre un senatore può arrivare 17.625 euro. L’indennità è fissa , mentre la diaria può subire una decurtazione di 206 euro per ogni giorno d’assenza , ma basta partecipare ad almeno il 30% delle votazioni di una giornata per essere considerato presente. Nel nostro Parlamento ci sono tanti assenteisti . Grazie al sito Openpolis possiamo fare una classifica.

Referendum Costituzionale del 20 e 21 settembre

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Il 20 e 21 settembre 2020 gli italiani saranno chiamati alle urne per il Referendum Costituzionale . Con la loro scelta approveranno o respingeranno il disegno di legge costituzionale che taglia di 345 seggi il numero dei parlamentari . Si è arrivati al Referendum Costituzionale per “colpa” di 71 senatori , contrari al disegno di legge costituzionale . Il testo del quesito del referendum è il seguente:

Cinque deputati prendono bonus 600 euro

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Cinque deputati durante la pandemia avrebbero avuto il bonus di 600 euro riservato ai lavoratori autonomi e alle partite IVA in difficoltà. Lo riporta il giornale “ La Repubblica ”. Il presidente della Camera, Roberto Fico , ha dichiarato: “E’ una vergogna . Chiedano scusa e restituiscano quanto percepito”. L’indignazione è bipartisan. Il caso è scoppiato quando la direzione centrale Antifrode, anticorruzione e trasparenza dell’ Inps scopre la stranezza. I cinque deputati non hanno preso il bonus in modo illecito . A norma di legge avevano diritto di accedere all’indennità.

Ex parlamentari vogliono sconto sul taglio ai vitalizi

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La crisi economia causata dal lockdown per l’emergenza coronavirus non ferma l’avidità di ex senatori e ex deputati. Gli ex parlamentari vogliono uno sconto sul taglio ai vitalizi . Per questo motivo l’ associazione degli ex parlamentari ha inviato una diffida all’ufficio di presidenza della Camera . Sembra incredibile che in un periodo di crisi, alcuni politici pensano al proprio vitalizio . Gli ex parlamentari contestano il taglio dei vitalizi decisa dai vertici di Camera e Senato . Il mese scorso il consiglio di giurisdizione della Camera ha sostanzialmente riconosciuto l’eccessivo peso dei tagli ai vitalizi solo per chi non ha altro reddito ed è affetto da gravi malattie .

Lega e Forza Italia votano contro coronabond

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Le delegazioni della Lega e di Forza Italia al Parlamento Europeo hanno votato contro un emendamento proposto dal gruppo dei Verdi che chiedeva l’introduzione dei coronabond nel pacchetto UE per affrontare l’ emergenza economica generata dal coronavirus , con lo scopo di condividere il debito futuro degli Stati membri . L’ emendamento è stato bocciato con 326 voti contrari , 282 a favore e 74 astenuti. Le delegazioni del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico hanno votato a favore, mentre quella di Italia Viva si è astenuta.

Referendum taglio parlamentari rinviato

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Rinviato il referendum sul taglio dei parlamentari previsto per il 29 marzo 2020 a causa dell’ emergenza coronavirus . Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri dopo quasi tre ore di riunione. Il provvedimento sul taglio dei parlamentari riduce i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200, meno 6 quelli eletti all’estero. Alla Camera ci sarà un deputato per 151.210 abitanti(oggi era 1 per 96.00), al Senato un senatore per 302.420 abitanti(ora 1 ogni 188.424). 71 firme raccolte dai senatori hanno bloccato l’entrata in vigore della legge sul taglio dei parlamentari . Senza il referendum , a metà gennaio 2020 sarebbe entrato in vigore il taglio dei seggi alla Camera e al Senato per la prossima legislatura. Ora bisogna attendere il risultato del referendum costituzionale . Il rinvio del referendum è stato deciso per assicurare a tutti i soggetti politici una campagna elettorale efficace e ai cittadini un’ informazione adeguata . La nuova data del referendum sul taglio dei...

Referendum taglio parlamentari il 29 marzo 2020

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Il governo propone come data del referendum sul taglio dei parlamentari il 29 marzo 2020 . L’indicazione è arrivata durante la riunione del Consiglio dei ministri . Il referendum confermativo per le leggi costituzionali è disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione . A chiedere il referendum possono essere 5 mila elettori, 5 Consigli regionali o un quinto dei membri di una delle Camere (126 deputati o 64 senatori). In questo caso si è arrivati al referendum per “colpa” di 71 senatori , contrari al disegno di legge costituzionale che taglia il numero dei parlamentari di 345 seggi .

64 senatori bloccano taglio dei parlamentari

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Il disegno di legge costituzionale che taglia di 345 seggi il numero dei parlamentari doveva entrare in vigore il primo gennaio 2020. Il provvedimento è stato approvato lo scorso ottobre, ma molto probabilmente non entrerà in vigore. Il motivo? I senatori hanno raccolto le 64 firme necessarie per avviare un referendum costituzionale sulla riforma del taglio dei parlamentari . Il traguardo dei senatori blocca l’entrata in vigore della legge e potrebbe complicare la riforma di quella elettorale .

I cambi di casacca nella XVIII legislatura

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I senatori Ugo Grassi , Stefano Lucidi e Francesco Urraro hanno formalizzato l’addio al Movimento 5 Stelle aderendo al gruppo della Lega . Questi altri tre cambi di casacca nella XVIII legislatura fanno riemergere il problema del “ pagnottismo legalizzato ” in Parlamento . Tutta colpa dell’ articolo 67 della Costituzione Italiana . Per chi non lo sapesse, questo articolo afferma che “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato ”.

Modificare articolo 67 per evitare cambi di casacca

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“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato ”. Questo è quello che recita l’ articolo 67 della Costituzione Italiana . In poche parole, una volta eletto il parlamentare può fare ciò che vuole, anche passare da uno schieramento all’altro. Per questo motivo l’ articolo 67 deve essere modificato. Il motivo? L’ Italia è il Paese dei “ pagnottisti ”.

Taglio dei parlamentari è legge

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Via libera definitivo dell’Aula della Camera al disegno di legge costituzionale che taglia di 345 seggi il numero dei parlamentari . I senatori passeranno da 315 a 200, i deputati da 630 a 400. Il DDL costituzionale è stato approvato a larghissima maggioranza: 553 sì, 14 no e 2 astenuti. Era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, pari a 316 voti. Hanno votato a favore 205 deputati del Movimento 5 Stelle su 215 totali. Cinque di loro erano in missione, mentre altri 5 non hanno votato. Hanno votato sì anche PD , LEU , Lega , Forza Italia e Fratelli d’Italia . Sit-in di +Europa, contraria al taglio dei parlamentari .

+Europa contro il taglio dei parlamentari

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La riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari ha superato l’esame della commissione Affari costituzionali della Camera: il DDL si prepara ora all’ultimo esame in Aula, previsto per il 7 ottobre 2019. +Europa e Forza Italia sono contrari al taglio dei parlamentari . Il motivo? La riforma sarebbe una mutilazione della democrazia. Il partito fondato da Emma Bonino ha lanciato un appello per fermare la riforma del Parlamento .