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25 giugno 2014

Fermare il calcio italiano per un paio di anni

Italiani protestano dopo l'espulsione di MarchisioIeri(24 giugno) c’è stata l’ennesima disfatta della Nazionale italiana ai Mondiali. In Brasile, l’Italia esce fuori al primo turno come già era accaduto in Sudafrica quattro anni fa. Con l’Uruguay bastava un pareggio per arrivare agli ottavi di finale, ma è arrivata un’altra sconfitta dopo la figuraccia rimediata contro il modesto Costa Rica. Il problema del calcio italiano è generale.

I club non puntano più sui settori giovanili e preferiscono “buttare” soldi all’estero per acquistare giocatori mediocri. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: non c’è il ricambio generazionale. La nostra Nazionale ha sempre avuto difensori di livello, ottimi centrocampisti e grandi attaccanti, ma nel Mondiale in Brasile non c’era un top player in nessuno dei tre settori. Il calcio italiano è morto sia dal punto di vista sportivo che culturale. Società piene di debiti e calciatori super pagati sono solo una parte del problema. Il calcio scommesse è una questione non risolta e lo stesso dicasi anche per il doping. A proposito, quando effettueranno controlli seri come fanno nel ciclismo?

Ma il problema più grave rimane la violenza negli stadi. Questa mattina è morto un altro tifoso tra l’indifferenza generale e a distanza di 50 giorni non si sa ancora chi sia il responsabile degli scontri tra tifosi del Napoli e della Roma. Vi sembra normale? I cori razzisti e violenti che ascoltiamo ogni domenica negli stadi sono una delle cose più squallide che possono esserci in uno sport. In un Paese civile basterebbe questo per fermare il calcio, in Italia invece si preferisce mettere la testa nella sabbia come fanno gli struzzi. Lo stop al calcio per un paio di anni è l’unica soluzione per risolvere con calma e programmazione tutte queste questioni, ma non lo faranno mai perché questo sport serve per distrarre il popolo.

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