La stazione dell’orrore a Scampia
Napoli è una città meravigliosa e controversa, tanto che nei luoghi comuni tutta Italia ormai dice: “Vedi Napoli e poi muori”. Nel capoluogo campano, più che nelle altre città, emergono in maniera più marcata le differenze di trattamento tra il centro storico e le periferie.
Il caso emblematico è la linea 1 della metropolitana. Nel 2014, la CNN ha dato la palma della più bella stazione di metropolitana in Europa alla stazione Toledo. Gli illustri giornalisti americani dovevano arrivare al capolinea nord per scoprire la stazione più degradata e abbandonata al mondo. A Scampia, punto di interscambio tra la Linea 1 e la MetroCampania NordEst, i lavori di ristrutturazione sono fermi da diversi anni. Il “cantiere morto” è diventato un punto di ritrovo per tossici e gente senza scrupoli, soprattutto nelle ore serali. Ai piedi delle transenne di ferro giacciono rifiuti e cartacce, la scala mobile ultramoderna ma mai inaugurata, è ingabbiata tra le impalcature. Quando piove si formano pozzanghere e infiltrazioni. Da una parte la stazione più bella d’Europa, dall’altra quella più abbandonata. Questa è Napoli.
Chi sono i responsabili? La stazione è di competenza della Regione Campania e per completare i lavori servono 58 milioni di euro. L’ex presidente Stefano Caldoro ha lasciato un bel problema al neo governatore Vincenzo De Luca. L’ex sindaco di Salerno non può tirarsi indietro, perché il degrado in quella stazione rappresenta uno schiaffo alla civiltà. Un paio di mesi fa si è “intromesso” Luigi De Magistris con un inutile progetto di riqualificazione della zona. Il piano del sindaco di Napoli prevede graffiti sui muri dove invece serve una struttura decente e servizi. Il signor De Magistris faccia i graffiti a via Toledo o piazza del Plebiscito, invece di proporli in periferia. Scampia ha bisogno di servizi, non di esperimenti sociali. Alfredo Di Domenico, meglio noto come Bukaman, è venuto con i “verificatori” a certificare lo stato di abbandono in cui versa la stazione.
Commenti
Posta un commento