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15 gennaio 2017

Serenata senza nome

Serenata senza nomeSerenata senza nome” è un libro di Maurizio De Giovanni e pubblicato da Einaudi. L’autore è nato a Napoli nel 1958. Nel 2005 partecipa ad un concorso indetto da Porsche Italia riservato a giallisti emergenti presso il Gran Caffè Gambrinus. Inventa quindi un racconto ambientato nella Napoli degli anni ‘30 intitolato “I vivi e i morti”. Il racconto è la base di un romanzo edito da Graus Editore nel 2006, “Le lacrime del pagliaccio”, poi riedito l’anno dopo con il titolo “Il senso del dolore”: ha così inizio la serie di inchieste del commissario Luigi Alfredo Ricciardi.

Serenata senza nome” arriva in libreria nel 2016 ed è la diciassettesima opera dello scrittore napoletano. La Napoli nell’epoca del fascismo fa da sfondo alle indagini del commissario Ricciardi. Questa volta la storia è ambientata nell’autunno del 1932. Mentre la città è percorsa da una pioggia che sembra non voler cessare, il commissario Ricciardi si trova faccia a faccia con la forza dei sentimenti. Vinnie Sannino ritorna a casa dopo essere emigrato negli Stati Uniti 22 anni prima.  Ha avuto successo, è diventato campione di boxe dei pesi mediomassimi: un vanto del regime fascista, il simbolo vivente del maschio italiano nel mondo. Ma nell’ultimo incontro il suo avversario è morto, e lui non se l’è più sentita di continuare. Adesso è qui per inseguire l’amore mai dimenticato, la bella Cettina, che il giorno della sua partenza, al porto, aveva pianto in modo disperato. La vita, però, è andata avanti anche per lei, che ora è donna e moglie.

Irace Costantino, un ricco commerciante, viene trovato morto a pochi passi dal porto. L’uomo è il marito di Cettina. Qualcuno lo ha assassinato finendolo con un pugno alla tempia, con una tecnica di pugilato che ricorda molto quella utilizzata da Vinnie Santino. Per questo motivo il pugile diventa il principale indiziato dell’omicidio del marito di Cettina. Per venire a capo del mistero, il commissario Ricciardi sarà costretto a un’indagine serrata insieme al brigadiere Maione. Alla fine i due scopriranno che il movente del delitto è da cercarsi, come sempre, nei due soli motivi che conosca il commissario: amore e fame. Dopo qualche tempo la saga del commissario Ricciardi comincia a mostrare la corda e i segni di usura già comparsi nei precedenti capitoli. La struttura con le parti intimiste in corsivo e l’astuta e ripetitiva disposizione delle parti e dei personaggi comincia a dare segni di stanchezza. Stucchevole infine la storia tra il commissario Ricciardi ed Enrica: a dire il vero avrebbero un po’ stancato sia l’uno che l’altra. Cosa vorranno mai fare da grandi? Urge necessariamente una svolta.

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