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10 aprile 2017

La proposta inutile di Renzi sul Fiscal compact

Matteo RenziMatteo Renzi è tornato a dire parole in libertà in giro per l’Italia in vista delle prossime elezioni. Alla ‘Convenzione nazionale del Partito Democratico” a Roma, si è lanciato in un discorso da candidato premier.

Renzi ha attaccato il Movimento 5 Stelle e gli altri “avversari”, ma questa non è una novità. Ciò che mi ha colpito sono state le parole da libro cuore sull’Unione Europea. L’ex premier ha detto: “Io rivendico un euro in cultura e un euro in sicurezza. Per ogni militare un teatro e per ogni pattuglia di polizia una scuola o un asilo nido. Rivendico questo perché è il valore dell’Italia. Non possiamo continuare con ce lo chiede l’Europa, noi chiediamo all’Europa ve lo chiede l’Italia. Europa si, ma non così”. Vi sbagliate di grosso se pensate che Renzi si sia limitato a questo discorso da “Zelig”. Il candidato premier del PD ha attaccato anche il patto di bilancio europeo: “Se accadesse che qualcuno in Europa immagina di mettere il Fiscal compact dentro i trattati costituitivi dell’Unione Europea, sappia che la proposta del Partito Democratico sarà quella di mettere il veto. Questa è la nostra posizione”.

Che cos’è fiscal compact?

Il Fiscal compact è un accordo approvato con un trattato internazionale il 2 marzo 2012 da 25 dei 28 stati membri dell’Unione europea. Per la precisione non è stato sottoscritto da Regno Unito, Croazia e Repubblica Ceca. Il patto contiene una serie di regole, che sono vincolanti per il principio dell’equilibrio di bilancio. Il trattato è stato promulgato in Italia nel luglio 2012. Il Fiscal compact prevede due regole ferree: riduzione del debito e pareggio di bilancio. La prima impone che il rapporto deficit/PIL debba essere pari al 60% o meno. L’Italia si impegna a raggiungere questo obiettivo in 20 anni, riducendo dunque di un 5% annuo il proprio indebitamento.

La seconda regola ha introdotto il pareggio di bilancio in Costituzione. Questo significa che ad ogni investimento fatto deve corrispondere almeno un pari importo in entrata o un taglio nella spesa pubblica. Siamo l’unico Paese, insieme alla Spagna, ad aver inserito in Costituzione il principio di bilancio. A cosa si riferisce Renzi? Nel 2018 devono decidere se inserire il Fiscal compact nei trattati intergovernativi. Mettere un veto significa non fare nulla ed è inutile perché non cambierà il corso delle cose.

Cosa succederà con il fiscal compact?

Dal 2018 i nostri politicanti si sono impegnati all’applicazione integrale del patto di bilancio europeo per un ammontare di circa 25 miliardi euro annui. In assenza di tagli dei costi, lo Stato dovrà aumentare le tasse per far tornare i conti con l’UE. Una delle ipotesi è l’aumento dell’IVA al 25%. Una mazzata non da poco per le tasche sempre più vuote dei contribuenti.

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