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15 luglio 2017

Capotreno molestata da un gruppo di nigeriani

Capotreno molestata da un gruppo di nigerianiI migranti servono per occupare i posti di lavoro rifiutati dagli italiani e per pagare le pensioni. Questo è il ritornello che sentiamo spesso in televisione. Al momento sappiamo che l’emergenza migranti ci costa 4,6 miliari di euro all’anno e che i lavoratori stranieri fanno evaporare una parte della nostra ricchezza. L’altra cosa certa è che i migranti hanno fatto aumentare il numero di indigenti e di criminali nel nostro Paese.

L’ultimo caso di cronaca è accaduto a Porto Torres. Una banda di nigeriani ha aggredito e molestato sessualmente un controllore donna alla Stazione marittima. Il capotreno stava controllando i ticket di viaggio su un treno e quando ha chiesto i biglietti ai ragazzi, che ne erano sprovvisti, questi l’hanno circondata, aggredita fisicamente e palpeggiata. La donna è stata portata in stato di choc al pronto soccorso. La Polizia ferroviaria ha identificato gli aggressori, ma non risultano provvedimenti di fermo. Al momento non è stata presentata alcuna denuncia da parte del capotreno. L’episodio si è verificato questa mattina intorno alle 9:30 sul treno 26981 in partenza dalla stazione marittima con destinazione Sassari. A denunciarlo i rappresentanti sindacali della Fit-Cisl. Il segretario generale di categoria, Antonio Piras, ha dichiarato: “Non si può continuare così, con i lavoratori dei trasporti in balia dei violenti. Ormai registriamo un episodio di violenza al giorno e le lavoratrici e i lavoratori non possono essere lasciati soli. Chiediamo a Protezione aziendale di Trenitalia un incontro urgente per valutare ulteriori azioni e iniziative da mettere in campo per meglio tutelare l’incolumità fisica del personale di front-line”. La notizia dell’aggressione è apparsa anche sul quotidiano “La nuova Sardegna”.

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