Rai vuole canone per telefonini e tablet

La Rai è in rosso e propone un canone per telefonini e tablet. La TV di Stato vuole anche la quota destinata al fondo per l'editoria.

RaiLa Rai è in rosso e vuole un canone per telefonini e tablet per mettere a posto il bilancio. E questa la proposta folle presentata in commissione di vigilanza da Carlo Fuortes, amministratore delegato della Rai dal 9 luglio 2021. La TV di Stato incassa 1,72 miliardi di euro all’anno dal canone inserito nella bolletta elettrica dal governo Renzi nel 2015.

Il canone rappresenta quasi il 73% dei ricavi della Rai. La pubblicità rappresenta solo il 39% dei ricavi, contribuendo per circa 501 milioni al totale introiti 2020 su un totale di 2,36 miliardi di euro. La Rai ha chiuso il 2020 con una perdita di 20 milioni di euro, 15 milioni in meno rispetto al 2019. Anche il 2021 si chiuderà con il bilancio in rosso. L’indebitamento finanziario netto è di 528 milioni di euro. Oltre al canone per telefonini e tablet, vuole appropriarsi anche della quota del canone destinata al fondo per l’editoria. Parliamo di altri 110 milioni di euro. La Rai impiega impiega 12 mila persone, uno staff simile per dimensione a quello dell’Alitalia. Il costo del personale è pari a 917 milioni, più del doppio rispetto a Mediaset che impiega solo 4.906 persone. Da anni la Rai è in questa situazione, ma nessuno amministratore delegato ha realizzato un piano per rilanciare l’azienda. Continuano a chiedere soldi facili senza offrire nulla all’abbonato. L’Unione Europea ha bocciato l’inserimento del canone nella bolletta elettrica. Il motivo? E’ una tassa che non c’entra nulla con l’elettricità e per questo motivo deve uscire dalla bolletta. Ora arriva la proposta folle di inserire un canone per telefoni e tablet. Follia pure. La Rai è un “piazzificio” di fidanzate, moglie, figli di papà e “amici degli amici”.

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