Nuovi dati Inps sulle imprese e le stime Ocse sulle pensioni in Italia

Dati Inps 2024: imprese e posti di lavoro in aumento. Ocse: età pensionabile verso i 70 anni. Le sfide dell’Italia tra crescita e invecchiamento.

Nuovi dati Inps sulle imprese e le stime Ocse sulle pensioni in ItaliaIl 2024 si è chiuso con segnali positivi per il tessuto produttivo italiano, ma con prospettive più complesse sul fronte previdenziale. I dati diffusi dall’Inps mostrano un lieve aumento delle imprese attive nel settore privato non agricolo, mentre uno studio Ocse evidenzia le pressioni esercitate dall’invecchiamento della popolazione sul sistema pensionistico italiano.

Imprese attive e posti di lavoro in crescita

Secondo l’Inps, nel 2024 le imprese del settore privato non agricolo attive sono 1.672.637, un numero in leggero aumento rispetto al 2023 (+0,2%). Ancora più rilevante è la crescita delle posizioni lavorative, che raggiungono quota 15.719.018, pari a un incremento del 2,5% su base annua. L’aumento dei contributi complessivi versati – 171,3 miliardi di euro, con una crescita del 6,1% – conferma il consolidamento del mercato del lavoro.

Le regioni più attive

La concentrazione maggiore di imprese si trova in: Lombardia, Lazio, Campania e Veneto. La Lombardia guida anche per occupazione e contributi, con 51,8 miliardi di euro, pari al 30,2% del totale nazionale.

Ocse: età pensionabile verso i 70 anni nei Paesi più anziani

Parallelamente ai segnali di crescita, l’Ocse mette in luce criticità legate all’invecchiamento della popolazione. Nei Paesi con età media più elevata, come l’Italia, l’età pensionabile potrebbe salire fino a 70 anni, ben oltre la media Ocse attuale di 66,1. Sebbene il tasso di occupazione dei 60-64enni in Italia sia raddoppiato dal 2012, nel 2024 si attesta al 47%, ancora dieci punti sotto la media Ocse. Questo significa che una parte significativa della forza lavoro più matura rimane fuori dal mercato, rendendo più fragili i conti previdenziali.

Pressioni sul sistema pensionistico

Le cause principali dello squilibrio previsto sul sistema pensionistico sono note:

  • Calo della natalità, che riduce il numero dei futuri lavoratori;

  • Aumento dell’aspettativa di vita, che prolunga la durata delle pensioni;

  • Scarso impiego della forza lavoro senior, che limita la base contributiva.

Questi fattori combinati spingono verso riforme future che potranno includere l’aumento dell’età pensionabile, l’estensione della vita lavorativa e strategie per favorire l’occupazione dei lavoratori più anziani. L’Italia si trova davanti a un duplice scenario: da un lato un sistema produttivo che mostra segnali di fiducia e crescita; dall’altro un quadro demografico che impone una riflessione seria sul futuro delle pensioni. L’equilibrio tra sviluppo economico, sostenibilità sociale e riforme previdenziali sarà centrale nei prossimi anni per garantire stabilità al Paese.

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