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10 marzo 2016

La BCE a sorpresa taglia i tassi

Mario DraghiLa Banca Centrale Europea ha tagliato il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,0%. Ma non finisce qui. La BCE porta da 60 ad 80 miliardi di euro al mese l’acquisto di bond attraverso il Quantitative Easing. La BCE non comprerà solo titoli di Stato, ma anche i bond emessi dalle aziende non finanziarie, purché abbiano rating a livelli di investimenti.

Lo scorso dicembre la Banca Centrale Europea aveva annunciato l’estensione del Quantitative Easing fino a marzo 2017. Le decisioni odierne della BCE sono state accolte con favore dalle Borse. Piazza Affari sale del 2,3% e Parigi +2,39%, Madrid +2,2%. Volano Intesa(+4,3%) e Generali(+4%). A spingere gli acquisti sono anche i dettagli sulle nuove operazioni di finanziamento agevolato(le cosiddette aste Tltro): saranno quattro aste, a partire dal prossimo giugno, con scadenze più lunghe delle precedenti(da tre a quattro anni) e soprattutto con tassi in negativo. Una domanda sorge spontanea: serve il QE? Un rapporto della Cgia di Mestre rivela che il piano della BCE è stato un flop. Il Quantitative Easing serviva a riportare il tasso di inflazione al 2% e dare fiato all’economia. Cosa è successo nell’Eurozona? I risultati del QE sono stati deludenti specie se si considera che, nell’ultimo anno, il livello medio dei prezzi nell’Area dell’euro è cresciuto di appena lo 0,1% mentre i prestiti alle società non finanziarie europee sono scesi di 0,7 punti percentuali.

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