E’ illegale l’aumento della TARSU

Bocciato l'aumento della TARSU Napoli è una città contradittoria. Nonostante le strade siano invase dai rifiuti, i napoletani pagano la TARSU più alta d’Italia.

Nell’aprile del 2009 il comune di Napoli ha approvato una delibera che aumentava la TARSU dal 40% al 60% per tutte le utenze. Quando poi la gestione è passato alle provincie, il buon Luigi Cesaro ha pensato bene di aumentare di un ulteriore 10% la tariffa per applicare l’IVA.

Questa volta però c’è un inghippo. La Corte dei Conti ha giudicato illegale l’aumento della TARSU fatto dalla provincia di Napoli. Il motivo è semplice. L’aumento è stato deciso dopo il 30 giugno, vale a dire dopo l’approvazione del bilancio di previsione degli enti locali.

La notizia è apparsa oggi(4 dicembre) sulla versione cartacea del giornale “Il Mattino”(foto). Lo stop agli aumenti potrebbe far risparmiare 50 euro a tutte le famiglie. Per questo motivo molte persone faranno ricorso. I sindaci dei Comuni della provincia non potranno chiedere l’aumento del 10% ai residenti, ma dovranno rivolgersi all’ente guidato da Cesaro.

Il presidente della Provincia ha applicato la legge 129 del 2008 che deroga l’articolo 1 della legge 296 del 2006. In parole povere, l’aumento della TARSU poteva essere deciso anche dopo il 30 maggio 2008. La Corte dei Conti sostiene che, in assenza di proroghe, la deroga vale solo per l’anno 2008. Quindi l’aumento è illegittimo.

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