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8 luglio 2014

I giornalisti dell’Unità chiedono l’elemosina a Renzi

Loredana ToppiL’Unità rischia la chiusura. Il quotidiano, fondato da Antonio Gramsci il 12 febbraio 1924, è in liquidazione nonostante abbia ricevuto 58.453.122,86 di euro di sovvenzioni dal 2003 al 2012. La prima domanda da farsi è dove sono finiti questi soldi? Voglio sapere gli stipendi annuali di direttori e giornalisti che hanno lavorato per l’Unità in questi nove anni.

Nel 2003, il quotidiano vendeva 68.554 copie al giorno; oggi non arriva a 21 mila copie. Che senso ha tenere in vita una giornale che punta ancora sul cartaceo? Ora i giornalisti de “L’Unità” chiedono l’elemosina a Matteo Renzi per tenere in vita una giornale morto e superato da almeno un lustro. Che libertà potrà avere un giornale tenuto in vita dal dittatore di turno? “L’Unità non è un giornale come gli altri perché da informazione e passione”, questo è quello che scrivono i giornalisti del quotidiano. La stessa cosa che scriverebbero anche i lavoratori del “Gazzettino di Scampia”. Sul sito dell’Unità è stato caricato un video appello dei giornalisti realizzato da Klaus Davi.

Il documentario inizia con l’intervento dell’art director Loredana Toppi(foto), incinta all’ottavo mese di gravidanza. La donna dice: “Matteo ad agosto nasce mio figlio cosa gli aspetta”. Un futuro nero, questo è quello che gli attende. Avete voluto l’Unione Europea? Ora pedalate. Da libro cuore anche l’intervento di Claudia Fusani. La giornalista dichiara: “Odio gli indifferenti. Siamo fiorentini che vuoi fare di noi? Scommettiamo su questo giornale e sul fatto che è necessario. Matteo stai anche tu con l’Unità. L’Unità deve stare con tutti”. Io invece dico prima i migranti, poi i giornalisti dell’Unità. Una cosa non torna: Perché un lavoratore deve essere flessibile e cambiare mestiere e un giornalista no? Basta sovvenzioni agli amici degli amici.

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